Visitando Pechino, la città proibita

La Cina con la definitiva apertura all’Occidente, sta diventando una importante meta turistica. Città come Nanchino, Shanghai e la capitale Pechino sono spesso visitate per motivi di lavoro da molti occidentali, ma sempre più spesso le troviamo nei cataloghi turistici, oltre alle bellezze naturalistiche di questo grande paese tutto da scoprire.

La capitale Pechino è una città dalla lunga storia. Grazie alla sua felice posizione geografica, in un sito archeologico che è stato abitato da 1000 anni prima di Cristo, la città ha potuto esercitare un ruolo determinante nello sviluppo di quelli che sarebbero diventati i primi fondamentali regni cinesi. Così fu conosciuta come Chi, capitale del regno della dinastia Chou fino al 221 a. C., quando Roma stava per prendere le armi contro Annibale. Quell’anno segna anche la sua distruzione, in quanto era considerata minacciosa. Fu ricostruita ben presto con il nome di Yen, diventando però una postazione di frontiera contro la minaccia che veniva dai popoli del Nord, in particolare i cavalieri della steppa asiatica e mongola che poi si riversarono in Europa (gli Unni) devastando l’Impero romano d’Occidente.

Tuttavia uno di questi popoli, i ch’i-tan, riuscirono a penetrare nelle difese e Pechino fu occupata, prendendo il nome Nan-ching, letteralmente capitale del sud. Assediata e spesso fatto oggetto di razzie, l’importante città divenne oggetto del desiderio dei mongoli di Gengis Khan, che la fece assediare nel 2015, distruggendola quasi del tutto. Fu il suo successore, Kublai Khan a farla ricostruire, facendone la sua capitale.

Marco Polo, che si trovava in Cina in quel periodo, la conosce con il nome di Cambaluc e nel 1275 rimane affascinato dalle sue enormi ricchezze, testimonianza di una nuova fioritura. La città passò nuovamente in mano ai regni cinesi circa un secolo dopo, ma la capitale in quel periodo era Nanchino. Divenne capitale del Nord (Pei-Ching) con la dinastia Ming, intorno al secolo XV. Nella storia moderna è diventata la città simbolo della Cina Popolare, anche se dal punto di vista economico ha dovuto cedere il passo alle grandi città costiere come Guanzhou e Shangai.

La città è stupenda, c’è poco da dire, si tratta di un’antica capitale ancora oggi ben conservata. Il nucleo principale è quello della città Murata, divisa in due parti, tra città interna e città esterna. Spesso vengono definite anche città tartare e città cinese. Quest’ultima ha una forma rettangolare, con mura di 3km per 8. La città tartara invece è più squadrata ed è essa che contiene la cosiddetta Città Proibita, nella quale un tempo gli stranieri non potevano entrare.

In città si trovano numerosi laghi artificiali, con parchi e ponti tematici, che crescono ovunque, sia nella città cinese, sia in quella tartara. Vi si trovano templi antichi, come il settecentesco tempio dei Lama, che ha cinque cortili e una statua di Buddha alta 18 metri. Altri monumenti furono edificati fuori dalla cinta muraria, tra i quali l’imponente Palazzo d’Estate costruito a fine Ottocento, in sostituzione di quello distrutto nel 1860 dalle truppe franco-inglesi. Il grande tempio della Grande Campana, che ospita una gigantesca campana del peso di 5 tonnellate e il cui suono si sente a 50 km di distanza è un’attrazione che andrebbe visitata. A Pechino si respira il profumo della vera Cina, non quella “occidentalizzata” che è presente nelle coste. È una città dinamica, giovane, sede del potere politico. Uno dei simboli è la gigantesca Piazza della Pace Celeste conosciuta da noi con il nome originale di Piazza Tien An Men, in corrispondenza del lato meridionale della città Proibita. Intorno ad essa si dipanano tutti i nuovi edifici, costruiti seguendo dei rigidi schemi ortogonali, tipici della città vecchia.

(Visited 66 times, 1 visits today)

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *