Perché fare l’Erasmus

Se c’è una cosa che spesso non viene detta a proposito del programma Erasmus, è che esso trova delle radici nella nostra storia classica, nel mondo occidentale antico. I rampolli della famiglie romane ricche e dal grande nome, come Giulio Cesare, ad esempio, da ragazzi usavano andare in Grecia e nel vicino oriente, per perfezionare il loro apprendimento e fare un’esperienza culturale che consideravano fondamentale nella loro formazione. Basta leggere un’orazione di Cicerone per rendersi conto di questo importante percorso di studi, che poi si è codificato come uso nell’università non a caso nata in Italia. L’università già includeva il concetto del viaggio, dello stare lontani da casa in una comunità che era un tutt’uno tra biblioteca, lezioni, professori e allievi. La universitas appunto.

Con il programma Erasmus il concetto è stato espanso, rimettendo al centro lo studente e dandogli una dimensione europea.

Ma perché gli studenti europei e italiani soprattutto dovrebbero fare l’Erasmus? Basta leggere le testimonianze di chi lo ha fatto per rendersi conto che potrebbe trattarsi di una di quelle esperienze che cambiano la vita. Ci sono studenti che hanno conosciuto persone importanti, altri che dopo essere tornati hanno voluto tornare nella città dove sono stati. C’è chi ha avuto importanti opportunità lavorative.

L’Erasmus è un sistema comunitario nato per migliorare e favorire la mobilità degli studenti universitari all’interno dell’Unione Europea. Sostanzialmente è un programma che permette a questi di studiare tra i 3 mesi e 12 in una città universitaria, ricevendo una borsa di studio per l’aiuto finanziario di cui necessitano.

Perché l’Unione Europea pensa che studiare all’estero col programma Erasmus sia utile?
Anzitutto perché considerano che sia un’esperienza formativa complessiva, che unisce un’esperienza di vita, cioè vivere lontano da casa, conoscere nuove culture, migliorare la propria socialità e la comprensione di uno stile di vita differente dal proprio, con l’opportunità accademica di confrontarsi con una diversa realtà nel proprio ambito di studi.

Studiare all’estero è importante per vari motivi:

  • Si conosce una nuova cultura e non solo quella relativa al proprio ambito di studi, come dicevamo, ma soprattutto lo stile di vita, cioè l’interrelazione presente tra le persone ad ogni grado della società. Si entra in contatto con istituti di paesi stranieri, con modi di pensare e di vivere radicalmente diversi dai nostri, imparando ad amare la diversità e quindi a maturare una personalità più tollerante, più aperta rispetto a chi è diverso da noi.
  • In secondo luogo si impara ad avere dimestichezza con un’altra lingua. Questa dimensione può portare a innegabili vantaggi dal punto di vista professionale e personale. C’è la possibilità concreta di avere nuove opportunità di lavoro, di imporsi come referente per quella città, di conoscere nuove persone e intrecciare con loro relazioni professionali, amichevoli, sentimentali.
  • Quasi sicuramente la città che ci ospita ha una sua storia, ma è anche un bacino d’utenza molto ampio, che raccoglie studenti provenienti da tutte le parti d’Europa. Si accresce la conoscenza, si affinano le capacità sociali, si migliora come persone vivendo sempre esperienze che sono racchiuse all’interno di quella fascia d’età che quasi tutti considerano “i migliori anni della loro vita”. Aumentare i contatti non significa solo stringere amicizie o diventare “amici” su Facebook. Significa tenersi in contatto per tempo, stabilendo dei ponti che prima o poi potrebbero tornare utili in ogni settore.

È vero che l’Eramsus viene spesso vissuto con un atteggiamento goliardico, ma i vantaggi, per chi sa sfruttare le occasioni e le opportunità, sono indubbi e tutti da prendere.

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