Erasmus a Lisbona, cosa c’è da vedere

La capitale del Portogallo sorge sulla sponda destra del Tago, dove il grande estuario del fiume – il Mar da Palha, una delle più belle baie della Terra – si restringe in una piccola bocca di foce, prima di immettersi nell’Atlantico fra il massiccio di Sintra e la cresta isolata della Serra da Arrabida. Lisbona è una città bellissima che – tra la parte antica e quella nuova – nasconde meraviglie in ogni dove. Una delle sedi preferite dagli studenti in Erasmus.

La storia di Lisbona

Il nome sarebbe di origine fenicia e starebbe a significare la baia deliziosa ma per la leggenda greca che vuole Lisbona fondata da Ulisse, si mutò poi in Olisipo, Olissipo, Ulyssipo. Divenuta la città colonia militare e municipio romano venne ribattezzata Felicitas Julia in onore di Giulio Cesare. Fino ad allora non aveva l’importanza assunta al tempo della dominazione araba (716-1147) sotto il nome di AI Osbuna. Ritornata ai cristiani nel sec. XII, Olissibona o Lissabona, con l’affermarsi della casa di Borgogna, fu fatta capitale nel sec. XIV (1383) dal primo re della gloriosa dinastia Aviz e si affermò come il piú importante emporio d’Europa, tale rimanendo finché non soggiacque al dominio spagnolo (1580-1640). Dalla seconda metà del ‘600, salvo la breve parentesi dell’occupazione francese (1807-1808) rimase capitale dello stato.

I tesori senza tempo di Lisbona

L’agglomerato cittadino attuale è disposto ad anfiteatro sul versante sud-orientale dei sette colli elevantisi fin poco sopra quota 200 (Monsanto, m. 226) e prospicienti la costa lungo la quale, fra Algés e Poco do Bispo, la città offre al Mar da Palha una fronte lunga oltre 16 km. di bei viali, banchine portuali e imponenti palazzi, dietro la quale le ondulazioni basaltiche dell’immediato retroterra costituiscono altrettanti splendidi belvedere. Oltre che alla sua posizione naturale, al suo clima felicissimo, alla luminosità della sua atmosfera, Lisbona deve in gran parte il fatto di essere una delle piú belle capitali del mondo al piano regolatore della sua espansione moderna, che per merito di un ministro, ingegnere (Duarte Pacheco), prese forma nel 1938. Lui permise la formazione di ordinati nuovi quartieri attorno a quello della Baixa (città bassa) e al vecchio nucleo della città, l’Alfama, dedalo di vicoli tipici delle città portuali di tutta l’Europa e che richiama la Lisbona del sec. XV. Questa città deve poi la sua importanza soprattutto al proprio porto, il piú avanzato d’Europa verso il Nuovo Mondo e l’Atlantico meridionale (alla conquista dei quali si lanciarono fra i primi i grandi navigatori portoghesi), nonché al fatto di essere la capitale di un piccolo paese cui appartenne fino a ieri un grande impero coloniale; senza di che Lisbona potrebbe sembrare sproporzionata nella sua estensione rispetto alla scarsa rilevanza del territorio metropolitano che ad essa fa capo. Attraverso il periodo della dominazione araba, e quello dell’espansione coloniale del Portogallo, cioè grazie agli attivi traffici che la fecero un emporio ricchissimo, era diventata una delle meraviglie del mondo: disgraziatamente i moti tellurici (soprattutto quello del sec. XVIII, che fece fra l’altro 40.000 vittime) distrussero gran parte delle sue bellezze monumentali. Con l’andar dei secoli e in particolare dopo il 1890, Lisbona si è estesa collegando i vari sobborghi collinari, e conquistando le bassure, un tempo regolarmente invase dalle alte maree. Appunto la Baixa, cuore della città, sviluppatasi attorno all’oppidum preromano, cioè all’area ove oggi sorge il castello S. Giorgio, ricostruita con grande magnificenza dal marchese di Pombal dopo il terremoto del 1775, occupa una depressione che discende perpendicolarmente al Tago, dove un tempo si espandevano malsani acquitrini ed oggi si aprono invece le vie e le piazze più belle ed animate: la Rua do Ouro (aurea), do Prata (argento), dos Capestillas, ecc. Tale depressione divide in due la città: il vecchio nucleo ad Est; la parte sviluppatasi dal sec. XVIII in poi ad Ovest; ed è quest’ultima che accoglie i più bei monumenti ed edifici di stile manuelino (gotico, portoghese) del periodo della colonizzazione, come il convento dei gerolamiti e la torre di Belém, e dove la maggior parte delle architetture risplende dei rivestimenti smaglianti delle porcellane smaltate, multicolori, cioè degli azulejos. Dal 1890 in poi si è verificato lo sviluppo di Lisbona verso nord e verso ovest, lungo la Costa del Sole, in direzione di Cascais, città giardino, e dell’Estoril, col suo splendido lido. La Baixa, la piazza del Commercio, comunemente chiamata Terreiro do Pago (= spianata del palazzo del re) è la piú grande (mq. 112.000) della città e la più bella; gli Inglesi la chiamavano piazza del cavallo per la bronzea statua equestre di Don José I che vi troneggia; essa s’affaccia al Tago. A Nord si apre, oltre uno splendido arco di trionfo ornato dalle statue di Nufio Alvares, di Víriato, del Pombal e di Vasco da Gama, la via Augusta che conduce al Rossio al cui centro sta il monumento a Pedro IV; più oltre nel quartiere Nord, lievemente obliquo, si spinge fino alla piazza dedicata al Pombal e al grande parco Edoardo VII, il più maestoso viale di Lisbona, l’Avenida da Liberdade (viale della Libertà).

La Lisbona orientale è dominata dall’antica fortezza, dove si trova anche la cattedrale: questa conserva ancora qualche parte dell’antica struttura gotica. Fra le altre piazze, notevole è pure quella del Municipio, centro mondano della capitale (quartiere Sud-Est) un tempo largo do Pelourinho  (della gogna), ove a ricordo degli antichi supplizi è stata installata nel mezzo una bizzarra colonna. Tra gli edifici più importanti, oltre alla cattedrale, le chiese in genere offrono scarso interesse artistico, se si eccettuano nel quartiere Nord-Ovest, la cappella di San Giovanni Battista (chiesa di S. Rocco), vera meraviglia, tesoro di marmi, pietre preziose, ori, mosaici (fatti a Roma e trasportati in Portogallo, a pezzi, e riproducenti l’Annunciazione di G. Reni, la Pentecoste di Raffaello, il Battesimo di Cristo di Michelangelo); nonché la basilica di Estrella, imitazione di S. Pietro (fine del sec. XVIII), tutta marmi e dorature, dalla cui cupola si gode uno splendido panorama, e la chiesa di S. Maria di Belém, con i suoi vasti giardini; spiccano poi il convento dei gerolamiti (di Belém); il Palacio das Necessidades, ex residenza reale e ora sede del ministero degli Esteri, situato nel quartiere Sud-Ovest. Presso la città, unica costruzione veramente grandiosa è l’acquedotto os Arcos das Agoas Livres (acque libere), che con i suoi 127 archi gotici, il più alto dei quali tocca i 65 m., scavalca una valle, fra i colli, delle più larghe del circondario.

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