Dove buttiamo via i nostri soldi

Molte persone continuano a vivere al di sopra delle loro possibilità – succede spesso che a farlo siano persone che prima vivevano con un certo tenore di vita, mentre ora con la crisi hanno perso delle fonti di guadagno. La verità è che tutti viviamo al di sopra delle nostre possibilità e che l’unico motivo per cui ce la facciamo è dovuto al credito al consumo. Il credito al consumo consente di comprare tutto a rate, di addebitare costi futuri sulla carta di credito, di utilizzare forme dilazionate e accettare offerte che prevedono il pagamento a partire da una certa data. Fare il conto della serva – in questi casi – è forse affare da ragionieri, perché basta che si addensi una nube all’orizzonte e il delicato equilibrio tra entrate e uscite salta all’aria.

Ma dove spendiamo principalmente i nostri soldi?
Prestiti e mutui fanno la voce del padrone, c’è poco da dire. Acquistare una casa o un’auto, i beni di maggior valore sul mercato, contempla l’apertura di una linea di credito. Nel caso dell’auto spesso si limita al pagamento a rate dietro corrispettivo di un interesse. Nel caso del mutuo l’interesse viene inserito per il prestito di una grossa cifra che serve per finanziare l’acquisto di un immobile. Con la stretta del credito è diventato sempre più difficile ottenere un mutuo a condizioni favorevoli, anche se non mancano le proposte per l’acquisto della prima casa. Di sicuro queste due voci sono le più importanti e spesso pregiudicano il futuro economico di una famiglia.

L’auto ha anche dei costi di mantenimento di assicurazione, bollo e ricambio delle componenti e dei fluidi. Ovviamente il costo maggiore è dato dal carburante, che si consuma soprattutto in città, contribuendo a elevare i costi per la protezione ambientale. Se a questi assommiamo le spese per l’acquisto, si capisce che parliamo di un importante capitolo di spesa. La vendita dell’auto poi è influenzata dalla pubblicità e dalla moda, spesso si cambia auto senza che ce ne sia una vera necessità e se ne acquista più di una per assicurarsi una maggiore indipendenza. Con costi raddoppiati.

Le vacanze rappresentano un importante voce di spesa: non sono soldi buttati nella maggior parte e muovono l’economia, tuttavia esse sono anche uno status symbol. Con i social network poi la questione è diventata parossistica, se non fai vedere le foto di te in vacanza sembra che fai una vita da morto, anche se per caso odi gli strumenti sociali e a differenza delle foto te la stai semplice godendo. Per questo molte famiglie mettono comunque da parte i risparmi delle vacanze, a scapito di altre spese e consumi.

Divertimento e vestiti precedono le spese sanitarie. Spendiamo molto in nuovi abiti perché siamo schiavi della moda e perché siamo inclini a cambiare di peso. In una famiglia appena formata il costo dell’abbigliamento per bimbi è assai sensibile. La spesa per il divertimento e l’intrattenimento include l’acquisto di smartphone e tablet, abbonamenti alle televisioni, cinema e soprattutto alcol, una voce sorprendente, ma non troppo.

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