Cosa è la libido nella psicoanalisi

Nell’opera freudiana la teoria della libido (dal latino desiderio) viene strettamente legata a quella delle pulsioni e ne segue l’elaborazione principale. Definita la pulsione come un concetto che sta tra lo psichico e il biologico, per libido Freud intende quella che nella vita psichica è la manifestazione dinamica di ogni pulsione sessuale. Anche se il termine viene usato dal medico svizzero con diversi accenti, a volte anche ambigui, almeno nelle prime formulazioni la libido è contrassegnata da una meta specificamente sessuale e da un aspetto quantitativo, per cui è possibile parlare, come si fa oggi, di aumento, diminuzione, assopimento o spostamento.

Freud pensava che la pulsione sessuale fosse determinata da pulsione parziali, che dopo un complesso di sviluppo del corpo, psichico e mentale, tendono a unificarsi al passaggio alla pubertà e alla maturazione, sotto l’impulso della pulsione principale, quella genitale-riproduttiva.

In queste pulsioni è possibile sempre individuare una spinta, una fonte, un oggetto di riferimento. La fonte risiede in una parte del corpo che normalmente definiamo esogena, che quando cioè viene stimolata, procura un piacere. La spinta rappresenta la forza che spinge la pulsione a ottenere un soddisfacimento. Mentre la meta è ogni azione che indirizziamo per aumentare o diminuire la tensione. Infine l’oggetto è la persona alla quale indirizziamo la nostra pulsione, che può essere pure il proprio corpo o parte di esso.

Lo sviluppo psicosessuale passa attraverso tre fasi fondamentali per Freud: quella orale, quella anale e quella fallica, ciascuna con la rispettiva libido. In questi stati essa è principalmente di tipo autoerotismo, nel senso che ogni pulsione parziale cerca soddisfazione in zone specifiche del proprio corpo, indipendentemente dalle altre. In ognuna di queste fasi o zone si possono avere dei punti di regressione nei quali la libido può regredire provando dei conflitti nevrotici. Per Jung e i critici di queste impostazioni, la libido invece era una forma di energia psichica indifferenziata, priva di caratteri sessuali, e costrinsero Freud a riveder vil proprio concetto generale, tracciandone una linea evolutiva più complessa, basata sul narcisismo. Più tardi Freud sfumerà ancora la sua teoria inserendola nel discorso globale, più ampio, con sfumature metafisiche, di pulsione di vita e di eros, che comprende tutti gli atti che sostengono la vita. Oggi il termine viene utilizzato anche in relazione ad altre forme di simbolismo, rituali dell’essere umano, come la religione oppure l’arte.

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