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Enogastronomia: il turismo dalla vendemmia alla cantina

Settembre è tempo di vendemmie e di profumi di mosto nell’aria. Chi vive nei luoghi delle vendemmie saluta questo periodo dell’anno, laborioso ma calmo rispetto alla frenesia estiva, con soddisfazione. Soprattutto se le piante portano i frutti tanto attesi. Sulla socialità della vendemmia, sul valore indentitario che essa assume per un’intera comunità si è scritto tanto. Ma oggi vogliamo parlarvi anche del fenomeno turistico legato alla vendemmia, nei territori tipici di raccolta e di produzione e anche del successo legato a tutto ciò che ruota intorno al vino, come esperienza produttiva, come degustazione, come prodotto in vendita per una clientela che negli anni sembra sempre più educata.

Il turismo enogastronomico: partecipare alla vendemmia

Non sono poche le cantine, in Italia, ma anche in Spagna, Svizzera, Francia e in tutti i luoghi di produzione in Europa e fuori, che offrono dei pacchetti turistici nei quali si lavora. Aveva fatto scalpore, qualche anno fa, la trovata di Sting di far pagare i turisti per vendemmiare i suoi vigneti in Toscana (notizia poi rivelatasi in parte non vera). Eppure, a guardarla bene da vicino, è una tipologia di offerta turistica che sta conoscendo sempre maggiori consensi. Ovviamente non si lavora gratis, ma si viene pagati.

Questo perché le persone sono desiderose, oltre che di conoscere gli aspetti produttivi di una bevanda con cui hanno a che fare quotidianamente, di tornare alle radici, come se la vendemmia risvegliasse una sorta di istinto ancestrale legato al mondo della campagna e alla riscoperta di alcuni valori tradizionali. Non è difficile quindi capire perché anche i produttori di vino, oltre ad aprire le cantine, si affidino alle rete internet per trovare nuovi clienti, proprio richiamando questi contrasti tra vita moderna, troppo connessa, troppo tecnologica, troppo immediata e veloce e la vita lenta, rilassata, gioiosa che si ritrova proprio nella settimana della vendemmia, quando decine di persone provenienti da mondi ed esperienze differenti, affondano i loro piedi nel ricco terreno argilloso delle vigne.

Chiunque abbia vissuto esperienze giovanili di vendemmie raramente se ne dimentica. Dicevamo del contrasto tra moderno e passato. La vendemmia e il vino sono un anello di congiunzione tra l’antico e il presente. Numerosi studi storici hanno dimostrato l’inossidabile legame tra vino e civiltà umana, in ogni epoca, nella fascia climatica di produzione del vino.

Comprare i vini online

Non è quindi sorprendente scoprire che produttori, distributori cerchino nuovi canali di diffusione, per vendere più bottiglie legando il consumatore fin dal momento della vendemmia, quando tutto ha inizio. Così si trovano online – per chi si trova in Svizzera, ma non solo – degli e-commerce come SellWine che propongono una collezione di vini particolari, provenienti da diversi paesi, nei quali appunto viene messa in luce la particolarità dell’etichetta, come a ribadire quel legame antico che lega la stessa al territorio e quindi alle comunità di produzione. Si tratta di un catalogo originale che peraltro offre un’interessante esperienza di acquisto, basata sul vitigno di provenienza (oltre che sulla canonica divisione dei vini in base al colore o al gusto). Senza dimenticare che è possibile acquistare del vino sfuso, come si faceva una volta, andando direttamente alla cantina.

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