Cosa sta succedendo tra Gran Bretagna e Spagna su Gibilterra

In questi giorni sembra proprio che Spagna e Regno Unito siano ai ferri corti per la questione Gibilterra. La Rocca situata all’ingresso del Mediterraneo ha da tempo una posizione strategica. Con la Brexit c’è un problema: dopo che la Gran Bretagna è uscita dall’Unione Europea la Brexit andrebbe estesa anche a Gibilterra, ma non può essere estesa senza un accordo tra la Spagna e la Gran Bretagna. Morale della favola: è un grosso problema.

Dopotutto a Gibilterra erano stati molto cauti circa la Brexit. Prima del referendum il Chief Minister Picardo aveva chiaramente detto che per Gibilterra un “si” all’uscita sarebbe stato una pietra tombale, meglio un meteorite diretto contro Gibilterra che oggi vive di fatto di un’economia basata sulla libera circolazione tra Spagna e Gibilterra.

La Spagna di fatto ha diritto di veto e di voto, mentre Gibilterra diventa improvvisamente una frontiera NON-UE con un paese UE. I britannici non hanno preso la cosa molto bene, tanto che accusano la Spagna di voler manovrare per riprendersi la rocca e che la May farebbe esattamente come la Thatcher con le Falkland, ovvero usare l’opzione militare.

L’uscita dalla UE potrebbe costare caro alla Gran Bretagna in caso la controversia vada avanti, perché è ovvio che se il conflitto riguarda un paese dell’Unione e uno extra come il Regno Unito, paesi come Francia, Germania e Italia saranno a fianco della Spagna. D’altro canto i britannici fanno bene a ricordare che Gibilterra da sempre vuole essere inglese e si sente inglese.

Perché è importante Gibilterra?
La posizione strategica di controllo dell’omonimo stretto dà a questo promontorio roccioso una invidiabile posizione difensiva per vari motivi. In primo luogo è un porto naturale ampio e sicuro e facilmente difendibile da mare. In secondo luogo la posizione geografica è sicura anche per una difesa da terra contro un’eventuale attacco spagnolo. In terzo luogo si controlla tutto il traffico marino in accesso dall’Atlantico verso il Mediterraneo, baricentro di traffici e mare di accesso a zone calde come il Nord Africa, la Turchia, il Mar Nero e la costa occidentale del Vicino Oriente. In sostanza Gibilterra riveste per la Gran Bretagna la stessa importanza strategica che ha il Canale di Suez per l’Egitto. Diventata una piattaforma fondamentale per la Royal Navy, dopo la seconda guerra mondiale Gibilterra ha mantenuto la sua importanza.

Anche in quest’ultimi 70 anni è una base logistica per il naviglio britannico e base di rifornimento e di rimessaggio per i sottomarini nucleari inglesi, che rappresentano la forza di deterrenza nucleare. La base per tanto tempo ha sopportato problemi di natura logistica essendo lontana dalla madre patria, ma lo sviluppo economico negli ultimi quaranta anni, grazie all’integrazione europea maturata col confine spagnolo, ha portato a un incremento delle infrastrutture di collegamento e una fioritura del turismo.

Il conflitto con la Spagna non è nuovo. Nonostante il percorso di decolonizzazione, la Gran Bretagna non ha mai rinunciato al suo dominio. Comunque nel 1967 la Corona inglese indisse un referendum per verificare se tra gli abitanti di Gibilterra sussisteva ancora la volontà di essere governati dal sua Maestà la regina Elisabetta. Il risultato fu effettivamente favorevole con un voto positivo alla permanenza espresso dal 56% dei partecipanti. Tale risultato fu così sancito dalla Costituzione di Gibilterra emanata due anni più tardi.

La Spagna allora era governata dal dittatore fascista Francisco Franco, che reagì male a questa decisione chiudendo la frontiera settentrionale e isolando di fatto la rocca. Il blocco comunque danneggiò anche la Spagna, in quanto i lavoratori spagnoli che avevano trovato occupazione erano più di 10.000. Gibilterra assunse lavoratori marocchini per superare il blocco e dopo la morte di Franco tentò un riavvicinamento al nuovo governo repubblicano, cercando di trovare una via di uscita. Dopo vari tentativi la frontiera fu riaperta nel 1985, nonostante i timori della Spagna.

Oggi con la Brexit il problema si pone anche in termini economici, come riportato sopra, con un futuro ancora tutto da decifrare.

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