Seguire un corso per diventare massaggiatore

Per diventare massaggiatore bisogna seguire un corso professionale. In Italia, scuole di massaggi di rilevanza nazionale, come Diabasi®, organizzano da anni dei corsi in tutto il paese, consentendo a chi voglia intraprendere questa professione, di entrare in possesso di tutti i requisiti legali e professionali per svolgerla. Il compimento di un corso di questo tipo assegna la qualifica di Operatore di Massaggio Professionale, quando venga svolto nell’ambito del percorso formativo di due anni. Tuttavia, ogni mese e in diverse città sparse su tutto il territorio nazionale, vengono proposti calendari dedicati alle differenti tipologie.

Perché diventare massaggiatore?

La prima risposta a questo quesito è data dalla controdomanda: perché no? È una professione che ha solide tradizioni, rispettata, che riguarda un’area particolare del benessere e della cura del corpo e che nel futuro, tutti gli indicatori economici lo dicono, riceverà un aumento della curva della domanda.

Gli operatori professionali ricevono una qualifica riconoscibile, non si inventano massaggiatori dal mattino alla sera. I corsi richiedono una preparazione adeguata, che fornisce conoscenze in ambito biomedico, anatomico, psicologico. La loro preparazione gli consente di poter lavorare in diversi ambiti. Inoltre, aumentando l’esperienza, col tempo possono presentarsi come validi professionisti per lavorare anche in autonomia, portando a casa uno stipendio che oggi con la crisi è assolutamente complicato mettere insieme.

In taluni casi, lavorare come massaggiatori è anche piacevole: si lavora in contesti di lusso, in località che – nel caso delle strutture turistiche – possono essere più che gradevoli, dipende dalle scelte professionali che si fanno. Ma è sicuramente una professione che ha uno sbocco nell’offerta turistica, dagli hotel ai resort, dai villaggi ai grandi centri spa, fino ad arrivare alle navi da crociera. Chi lavora in proprio può decidere di organizzare le proprie sedute e l’agenda di lavoro in autonomia, lasciando il tempo che si desidera alle altre attività, alla propria famiglia o alle relazioni sociali, scegliendo uno stile di vita più rilassante.

Proprio l’aspetto del rilassamento è quello che domina il mondo del massaggio: si lavora in ambienti dove domina la quiete, il silenzio, dove c’è spazio per connettersi con le altre persone, ma in maniera non invasiva, rispettando la sfera comunicativa di ciascuno. In più essendo una disciplina che coinvolge la salute o lo stato di benessere, fa piacere che si aiuti le altre persone a star meglio. È una disciplina che quando ripaga economicamente, lascia sempre un sostrato di soddisfazione personale dovuto al fatto che si interviene per alleviare dolori, senso di stanchezza, affaticamento mentale e fisico.

Oggi un aspirante massaggiatore che, per esempio, segua un corso di massaggio a Torino (, potrà senz’altro proporsi sia nel settore alberghiero, sia nei centri estetici e nella SPA. Senza dimenticare il lato sportivo: nello sport semi-professionale e professionale la figura è imprenscindibile. Un buon massaggiatore aiuta il recupero fisico, migliora le prestazioni e tiene al sicuro la preziosa muscolatura degli atleti.

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