Le false convinzioni alla base dei fallimenti

Se avete l’abitudine di rimandare forse è arrivato il momento di rivedere le vostre priorità. La maggior parte degli esperti di comportamento e di scienze sociali è d’accordo nel ritenere che il rimandare, il procrastinare sia alla base dei propri fallimenti e che le persone di successo siano quelle abituate a risolvere i problemi immediatamente e a sfruttare bene il tempo che hanno a disposizione.

Spesso i procrastinatori seriali adottano delle tecniche di negazione che confluiscono in un arsenale ben rodato di bugie e false speranze, che offrono spesso ai loro amici, colleghi, come scusa per i loro fallimenti. Queste bugie non fanno altro che esacerbare la situazione, aggiungendo tempo perso a quello già perduto.

La prima bugia che mi viene in mente e che sentiamo spesso da chi è abituato a rimandare è la seguente: non ho tempo e sono troppo occupato, lo farò domani. Crediamo che sia la frase più abusata e la scusa meno credibile in assoluto. Molto spesso ci sono talenti che si disperdono semplicemente perché quando arriva domani, ciò che era stato già rimandato viene di nuovo posticipato. Spesso è la pigrizia il motore che mette in azione questo silente meccanismo di autodistruzione. Chi ha l’abitudine a rimandare si chieda a che punto è la propria vita: se ha realizzato almeno la metà degli obiettivi che aveva in mente. Se aveva una passione che non ha mai perseguito, se non sta vivendo il futuro che aveva immaginato. Scoprirà in modo molto sorprendente che la colpa principale di questi continui insuccessi è dovuta alla tendenza a rimandare. Se si ha una propria passione bisogna perseguirla con tutta la tenacia e la determinazione possibili. Se si possiede un talento unico, ma non lo si utilizza, non si fa nulla, non ci si mette passione, si finisce per perderlo, che è come non averlo mai avuto. Se la passione brucia, bisogna assecondarla e fare in modo di aggiungere benzina a questo fuoco. La benzina in questo caso è l’impegno, la passione, la determinazione, la voglia di non arrendersi mai.

Prima si capisce questo punto, prima si è in grado di realizzare quanto si vuole ottenere, perché c’è sempre tempo se uno ha voglia.

Un’altra falsa convinzione del “rimandatore” seriale è quella di pensare che ci sia sempre tempo, che le cose si possano fare alla fine, sotto l’impeto dell’urgenza. Ma non è così. Io ad esempio ho una buona memoria fotografica, questo talento mi ha permesso di studiare esami universitari in modo semplice, passarli senza difficoltà. Ma quando ho iniziato a distrarmi, a perdere il senso del mio obiettivo, la memoria, stranamente, ha smesso di funzionare come prima. Il fatto di non aver metodo, di studiare sempre alla fine con un senso di pressione e di urgenza sulle spalle, ha provocato un mezzo disastro, perdendo tempo ed opportunità. In realtà come ho cambiato metodo (affrontare di petto appena iniziato), la produttività è salita alle stelle, raggiungendo più obiettivi finali, grazie all’acquisizione di obiettivi intermedi.

La falsa credenza che rimandare di qualche ora, giorno o settimana non generi assolutamente degli scompensi e non produca dei danni è alla base di tutti i fallimenti. Se si hanno cinque minuti liberi conviene dedicarli alla propria passione. Se volete diventare degli scrittori, ma ritenete che il vostro lavoro sia di impedimento, trovate comunque del tempo rinunciando a cose che non aiutano a realizzare il vostro sogno. Lo sapevate che Einstein ha scritto le sue fondamentali teorie matematiche fisiche sull’Universo nelle ore di pausa dal lavoro e di riposo? Ha scritto la sua visione del mondo, che include complessi studi matematici e fisici, nonché una chiarezza mentale al di sopra di ogni immaginabile, mentre gli altri – finita la giornata lavorativa – andavano a casa a riposare o uscivano insieme agli amici. Questa è passione, questa è determinazione, direi ben ripagata. Le false convinzioni, soprattutto quella di disporre di più tempo di quanto pensiamo di avere, sono alla base di decisioni sbagliate e di esistenze ricolme di rimpianti.

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