La rivoluzione dei trasporti

Per molto tempo l’uomo si è mosso a piedi o a cavallo, in carrozza o montando su un mulo o un bue. Il punto è che ogni mezzo di locomozione, anche quello più veloce, non scalfiva veramente il senso del tempo. La navigazione più veloce per lungo tempo è stato il cavallo, ma non per i trasporti, solo per gli spostamenti. Prima della rivoluzione industriale il metodo più veloce e meno costoso per spostare grossi quantitativi di merce era sicuramente la navigazione fluviale. Ad esempio, il porto di Roma consentiva di far arrivare via Tevere la gran parte delle merci, ma i fiumi navigabili interessavano solo specifiche aree geografiche.

Una volta usciti dal loro letto bisognava tornare ai buoi o ai cavalli da tiro. Chi voleva trasportare merci da Milano a Roma, per esempio, pur avendo la comodità delle strade romane, doveva ipotizzare un viaggio di giorni. Tanto che spesso le città venivano fondate a distanza di una giornata di spostamento. Ad esempio: nella via Emilia le città in successione sono spesso poste a intervalli molto simili, proprio per questi tempi di marcia, che con i trasporti diventavano molto più complicati.

Ad esempio: una legione romana senza carriaggi era in grado di muoversi rapidamente, a marce forzate e piombare sul nemico in metà del tempo necessario. Giulio Cesare era un maestro in queste sorprese. Ma se doveva portare con se carri e rifornimenti, per entrare in un territorio, i tempi di attraversamento si dilatavano. Non è un caso che la sconfitta di Varo a Teutoburgo l’abbia sorpreso proprio durante una marcia di trasferimento, appesantito da carri e vettovaglie.

Prima della rivoluzione industriale insomma il panorama degli spostamenti è rimasto immutato per tempo.

Gli elementi che hanno determinato la rivoluzione dei trasporti sono principalmente 5: la costruzione di strade più efficienti, nuove dorsali che si sovrappongono spesso alle strade romane. L’apertura di nuove vie fluviali, con la pulitura dei fiumi e la costruzione di porti e frangiflutti davanti alla foce (o dighe a monte per controllare meglio l’irruenza delle correnti). La costruzione di canali di navigazione e irrigazione, la costruzione delle ferrovie.

Ovviamente l’elemento determinante in tutto questo è il motore a vapore, che utilizza la spinta propulsiva proveniente da un combustibile molto più efficiente del metabolismo degli animali: il carbone e in seguito gli altri idrocarburi. Improvvisamente la concezione del tempo cambia, nasce il turismo, si diffondono i costumi stranieri negli altri stati e naturalmente diventa molto più facile trasferire gli eserciti. Quando la Germania invade i paesi stranieri a Occidente, trova una rete ferroviaria e stradale sviluppata, dove far correre le divisioni corazzate e meccanizzate. Paradossalmente, quando trasferisce tutto il peso delle armate ad Est, in Russia, una rete quasi inesistente ed obsoleta la costringe a rallentare, impantanandosi nel fango.

Un elemento fondamentale della rivoluzione dei trasporti è data dal costo della consegna delle merci: diminuisce ovunque, consentendo una allargamento dei mercati, il miglioramento del tenore di vita di intere zone geografiche, una crescita economica quasi costante che si alimenta coi trasporti e che consente di penetrare in nuovi mercati.

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