La balla del complotto giudaico-massonico

Quando si parla di Shoah spesso si fa fatica a convenire sui numeri, non tanto dal punto di vista storico, quanto dal punto di vista emozionale. I milioni di morti sono tanti, ma non danno l’idea del massacro se non pensiamo al fatto che tra il 1939e il 1945 il numero degli ebrei in Europa passo da 9.500.000 a poco meno di tre milioni. Dei 3.351.000 ebrei polacchi, la comunità più numerosa, e quindi la più colpita, ne sopravvissero al massimo 80 mila. Per l’ideologia nazista gli ebrei costituivano una razza inferiore che, in quanto tale, doveva essere eliminata secondo i piani della soluzione finale; in questo modo, secondo Hitler e i suoi seguaci, si sarebbe risolta la secolare questione ebraica. L’antisemitismo infatti non nacque con il Nazismo, che lo esasperò fino a trasformarlo in massacro programmato. Le cause del genocidio sono molteplici e vanno ricercate un po’ ovunque. L’atteggiamento ostile verso gli ebrei si basava su stati d’animo, pregiudizi duri a morire e motivi teologici e trovò la sua giustificazione scientifica negli ultimi venti anni del 1800, soprattutto in Germania e in Russia, a distanza di neppure un secolo dalle dichiarazioni di uguaglianza espresse nella Rivoluzione Francese.

L’antigiudaismo storico è insomma collegato alla diaspora e al rifiuto della minoranza ebraica di adeguarsi al sistema di vita della maggioranza. l’attaccamento alla propria diversità, percepita fin dall’inizio come elezione, con una serie di atti stabiliti dalla legge di Mosè e dalla tradizione (pratica della circoncisione, osservanza del sabato, particolari regole alimentari) hanno salvaguardato attraverso i secoli, la separazione degli ebrei dagli altri popoli, ma nello stesso tempo li hanno esposti alla diffidenza dei non ebrei. A questi motivi di natura etnica e religiosa se ne sovrapposero altri di natura politica e finanziaria. Dopo un’assenza durata secoli dalla vita pubblica gli ebrei si emanciparono. Non mancarono ebrei marxisti per esempio, lo stesso Karl Marx era figlio di un ebreo. Soprattutto in Francia e in Germania per colpire i movimenti europei bastava indicarli come “ebraici” per esporli al pubblico ludibrio, accusandoli di aver il controllo del mondo (il famoso e ridicolo complotto giudaico-massone di cui spesso si sente ancora parlare oggi). Ai banchieri ebrei, rappresentati anche a livello grafico, come eredi degli usurai del passato, si attribuivano misteriosi piani segreti per impadronirsi, attraverso il controllo del mondo della finanza, di tutta l’umanità. Fu prodotto anche il falso documento chiamato I Protocolli dei Savi di Sion, in cui si “rivelava” il piano internazionale di dominio (fa abbastanza ridere che al contempo, gli ebrei, venissero accusati di essere comunisti e plutocratici). L’eliminazione programmatica posta in essere dai nazisti non ha precedenti nella storia ebraica, che pure ha vissuto tragedie ed espulsioni, tanto che la Shoah (olocausto) e la fondazione dello stato di Israele sono i due avvenimenti storici più importanti della loro lunga storia millenaria negli ultimi secoli.

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