Il Tornado Panavia

Il Tornado è l’area da guerra multiruolo che ha caratterizzato la nostra aeronautica militare negli ultimi 30 anni. Sviluppato per controbattere un’avanzata di carri armati sovietici nelle pianure della Germana del Nord, questo aereo tattico e strategico ha rappresentato la punta di diamante delle nostre forze aeree prima di venir soppiantato – almeno nel programma – dai Lockheed F-35. Alla fine degli anni Ottanta, in concomitanza con la fine della guerra fredda, le potenze europee si sono dotate di uno spettacolare nuovo modello di aereo multiruolo, in grado cioè di destreggiarsi al meglio nelle fasi di combattimento in volo e di individuazione dei bersagli a terra. Il progetto Panavia, finanziato da Germania, Gran Bretagna e Italia, ha comportato il più grosso programma tecnico mai realizzato prima, sia negli armamenti, sia nella tecnologia. Si sono registrati in passato casi in cui aerei progettati in un paese sono stati poi costruiti altrove (ad esempio, parte della linea dell’F-35 comprende una fabbrica italiana a Cameri, in provincia di Novara, dove lavorano 150 addetti). Invece il Tornando costituisce un’eccezione perché è nato dalla piena collaborazione dei tre paesi. L’Italia ha adottato lo stesso meccanismo di co-produzione con la Francia per quel che riguarda la costruzione delle nuove lanciamissili. Tornando al Tornado una sua speciale caratteristica è stata quella di soddisfare una domanda molto varia. Ciò che i tre paesi costruttori chiedevano poteva richiedere diversi tipi di aerei, ma il miracolo è stato quello di unire tutte la caratteristiche richieste in unico velivolo. La RAF britannica – per esempio – pretenda la realizzazione di un aereo d’attacco a breve raggio, dotato di cannoncino anticarro, più un bombardiere a lungo raggio, capace di volare a bassa quota e di sferrare attacchi con estrema precisione, senza mai vedere il bersaglio. La Luftwaffe tedesca esigeva un aereo d’attacco progettato per decollare da piste brevi danneggiate da eventuali bombardamenti, e inoltre aveva bisogno di un caccia-intercettore, mentre le forze aeronavali della stessa Germania volevano che avesse pure una funzione antinave. L’Italia infine aveva bisogno delle stesse caratteristiche richieste dai Tedeschi, ma con alcuni dettagli specifici diversi.

Il Tornado dunque fu sviluppato seguendo il concetto del multiruolo, che lo avrebbe trasformato nell’arma più efficace in guerra, essendo utilizzato per la prima volta nella Guerra del Golfo. Il Tornado è munito da cima a fondo di attacchi per le bombe e le armi, sia nella fusoliera che nelle ali. Sotto la prima dell’aereo c’è un laser che teleguida il missile verso il bersaglio, scegliendolo automaticamente sul computer di bordo, fino a che non è stato distrutto. Il progetto del Tornado è durato solo dieci anni: il motivo principale è dovuto al costo di addestramento e aggiornamento. Eppure alcuni stormi della RAF stanno ancora bombardando in Siria le postazioni dell’IS, mentre più volte dall’Italia si è paventata la necessità di spedirli in Libia per bombardare le postazioni del califfato. In realtà oggi è un caccia bombardiere un po’ superato, sostituito negli ordini, oltre che dagli F-35 anche dai nuovi Eurofighter Typhoons.

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