Perché non ricordiamo nulla dei primissimi anni di vita

Quanti ricordi veri avete dell’età prescolare? Perché è tanto difficile ricordare di essere stati molto piccoli? Se lo avete notato, questa mancanza di memoria dell’età dell’infanzia non è legata solo all’invecchiamento. Se avete 40 anni non ricordate di essere stati infanti ben prima di adesso. Anzi, si può dire che già durante la scuola elementare non si abbia un vero ricordo dei primi 2 anni forse 3. Diventa difficile tornare indietro negli anni, anche se sono 4-5, e ricordare con lucidità un fatto particolare. Perché mai accade tutto questo?

La memoria più recente, quella appena formata nel nostro cervello, è facile da ricordare, ma quella sedimentata da anni sembra dissolversi col tempo. Ma si arriva fino a un punto in cui ricordiamo un particolare evento. Il sottoscritto, per esempio, ricorda con nitidezza il giorno che arrivò il televisore nuovo, non ricorda la prima comunione, ma un particolare pomeriggio in cui passo mio padre a prendermi all’asilo si. Ma forse avevo 5 anni, più indietro di così non ricordo veramente nulla. Chi è più giovane di me può andare indietro al massimo di due anni e ricordare qualcosa successa tra i 3 e i 6 anni, ma anche se ne avesse 10 più indietro di così non può andare.

Gli psicologi definiscono questo stato della memoria latente nell’infanzia come amnesia infantile. Sigmund Freud aveva già postulato l’esistenza di questo particolare fenomeno, dandogli una spiegazione nel 1899. Ma nel corso degli ultimi 115 anni gli psicologi hanno provato a capire perché accade, trovando sempre difficoltà. Degli studi avanzati sui cervelli degli infanti hanno provato a far luce su questo strano fenomeno, così tipico della nostra specie. Le prime ricerche dimostrano che i bambini non possedevano delle strutture del cervello completamente sviluppato, rendendo impossibile la memorizzazione. Un po’ come possedere un archivio nel quale, prima ancora di inserire i documenti, bisogna creare i cassetti. Nel tempo però è stato chiaro che non poteva essere del tutto vero: i bambini piccoli sotto i 3 anni ricordano perfettamente alcune cose, ad esempio il proprio nome, i nomi dei genitori, i loro visi, le persone che li circondano. Ricordare i fatti essenziali viene definito come memoria semantica.

Quello che gli esperti oggi credono è che i bambini, nei primi stadi del loro sviluppo, difettino della cosiddetta memoria episodica, che consente di registrare dei singoli e specifici eventi. Gli scienziati della mente oggi teorizzano che il cervello, nei primissimi anni di sviluppo, riesca a ricordare in modo semantico, ma non in modo sufficientemente organizzato da creare quei complessi pattern di neuroni che chiamiamo memoria. Il cervello organizza la memoria in diverse aree e superfici, nella corteccia in sostanza. Sappiamo questo dal fatto che esso può essere colpito e danneggiato in un particolare punto, compromettendo una funzione, ma non tutto l’intero suo funzionamento. Per quanto ci possiamo sforzare insomma, non riusciremo mai ad andare così tanto indietro nel tempo e ricordare uno specifico avvenimento avvenuto a 4, 5 anni, potrebbe essere considerato quasi miracoloso.

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