L’interpretazione dei sogni

Il fenomeno del sogno è diversamente interpretato in psicologia sulle orme di Freud, che ha posto le basi di una dottrina psicanalitica del sogno. Secondo Freud il sino è un prodotto psichico involontario e spontaneo, che esprime per immagini e simboli le istanze più o meno mascherate della libido, energia primitiva e determinante della persona. Dall’interpretazione del simbolismo onirico è possibile, perciò, secondo Freud, risalire all’identificazione del patrimonio primitivo ed inconscio del sognatore, alla sua dinamica psichica profonda. Si tratta di identificare come i contenuti profondi del sogno giungono alla coscienza, attraverso un processo di elaborazione che è esc a superare la censura interiore dovuta al Super-io, ossia all’insieme di norme e divieti, di rigorismi e di tabù, connessi all’ambiente sociale e all’educazione.

Per Carl Gustav Jung il sogno è una auto-rappresentazione di contenuti inconsci che riguardano non solo l’inconscio individuale, ma anche l’inconscio collettivo, quell’insieme di apporti socioculturali che l’individuo eredita dal mondo umano che l’ha preceduto, e che si sintetizzano nei cosiddetti “archetipi”, idee e simboli, trasmessi attraverso le generazioni, che esprimono istanze fondamentali della persona umana. Il sogno come auto-rappresentazione di contenuti inconsci personali e collettivi, deve essere sottoposto all’analisi psicanalitica, che mette in luce conflitti, desideri, ricordi del passato e anticipazioni dell’avvenire.

Altre concezioni psicologiche sul sogno utilizzano elementi della psicanalisi freudiana e post-freudiana con diverse prospettive. Secondo Sullivan, i sogni sono una proiezione di impulsi, di motivazioni ed in essi si manifestano regressione transfert allo scopo di evitare l’angoscia e quindi l’interruzione del sonno. Sullivan ed altri autori, come N. Cameron, sottolineano l’importanza del medium socio-culturale del soggetto nella strutturazione del sono (e anche nelle fantasticherie, nei deliri, nelle allucinazioni). Nel sogno e nelle altre succitate condizioni si realizzano attività simboliche che si ricollegano alle fasi del pensiero prelinguistico infantile.

Con gli anni ’50 del secolo scorso si delinea più evidente una posizione critica sull’interpretazione del sogno; si mette in dubbio la fedeltà del racconto onirico, si avverte la possibilità di effetti suggestivi, empatici, e persino telepatici interpersonali, tra soggetto ed analista, e si raccomanda molta prudenza e senso critico nell’analisi ed interpretazione del racconto onirico.

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