Cosa succede quando mangiamo un Big Mac

Il fast-food ha una sua motivazione sociologia: è il pasto da pausa pranzo che si è preso una rivincita contro il lauto pranzo della mamma. E’ una risposta generazionale, di sfida giovanile all’istituzione parentale, della generazione Baby Boom (quella nata immediatamente dopo la guerra, protagonista degli anni Sessanta). Quando si mangia un hamburger da McDonalds le reazioni del nostro organismo sono molto precise e perfino sorprendenti.

I nostri cervelli si sono evoluti in un periodo nel quale c’era molta scarsità di cibo, per cui si sono abituati a mangiare di rado, ma molto. L’idea era quella di cacciare o fare un ampio raccolto, considerando che non c’erano i raccolti disponibili durante l’anno, ma solo la stagionalità e che la caccia era resa molto complicata dalle condizioni ambientali. Un panino da MCDonalds, completo di tutti i condimenti, è pari ad almeno 540 calorie. Si tratta di un alimento che innalza i picchi glicemici in modo molto rilevante. Gli zuccheri nel sangue circolano immediatamente, attivando i meccanismi cerebrali della ricompensa.

Il nostro cervello risponde con il rilascio di neurotrasmettitori che consegnano la sensazione di appagamento, felicità e sazietà che proviamo quando mangiamo un panino ben condito. Questo processo è davvero molto simile a quello svolto dalla droga e da altre sostanze ricreative, ed è dietro le dipendenze da cibo. Nei primi 10 minuti viene messo in moto questo sistema di ricompensa che non ci fa mai apparentemente pentire di aver divorato un Mac.

La presenza in abbondanza di fruttosio e sodio aumenta questa dipendenza e fanno in modo di desiderare ancora più cibo spazzatura. Questi ingredienti sono i primi responsabili di malattie cardiache, malattie del metabolismo, obesità. Dopo una mezzoretta il sodio in quantità inizia a causare deidratazione. Questi sintomi sono abbastanza simili a quelli della fame, tanto che si scambia facilmente la deidratazione come un bisogno di fame rinnovato, rimettendo in moto il circolo vizioso.

Il sodio fa lavorare a fondo i reni, aggravando la situazione. Il cuore lavora di più al fine di pompare più sangue, producendo pressione alta e mettendo in atto i meccanismi che portano agli attacchi di cuore e altre malattie cardiovascolari. Passati dieci minuti ci si sente però di nuovo affamati, eppure abbiamo mangiato. Quello che scambiamo per un entusiasmo del gusto (è così buono che ne mangerei un altro) è in realtà una risposta del cervello, da dipendenza. La risposta insulinica alza i livelli di zucchero nel sangue, creando i presupposti per una maggior richiesta di cibo. Per questo motivo è necessario non fare colazioni troppo dolci, al fine di non elevare i livelli di insulina. La digestione è molto lenta. Normalmente ci impieghiamo dalle 24 alle 72 ore a digerire i cibi: cioè a trasformare tutto quello che abbiamo ingerito in sostanze nutrienti utili per nutrire le cellule (metabolismo). Per digerire i grassi transgenici di cui sono ricchi i Mac occorrono 51 giorni. Questi grassi, a differenza di quelli insaturi, sono causa di tumori e di diabete e dovrebbero essere consumati con parsimonia (fonte: https://fastfoodmenuprice.com).

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