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E' già passato il primo mese da quando sono tornato dal mio Erasmus a Copenhagen. Per esorcizzare la mia nostalgia ho provato a scrivere qualche impressione sulla città, l'università. Inoltre devo sire che mi fa molto piacere condividere con gli altri studenti le impressioni sulla bellissima Copenhagen e sull'esperienza Erasmus in generale Inizio il mio racconto però con una citazione storica per farvi capire e conoscere meglio la città. Cinque secoli fa, quando sul trono sedeva il re Cristiano II, Copenhagen era la capitale di un impero scandinavo che comprendeva Danimarca, Svezia e Norvegia e i guerrieri vichinghi imperversavano per i mari. Oggi, che il suo territorio d’influenza è ridotto alla sola Danimarca, sul trono siede una regina gentile e discreta, Margrethe II, che in gioventù, si dice, soffriva il complesso dei suoi 184 centimetri di statura, tanto che a corte era bandita l’espressione “Sua Altezza”, fino a che ha incontrato un conte francese alto nove centimetri più di lei, Henri Le Borde de Montepaz, diventato in fretta suo marito e principe consorte. Con non più di un milione e 300 mila abitanti, Copenhagen diede vita ad uno dei più famosi scrittori di fiabe moderne, Hans Christian Andersen, che qui scrisse una buona parte delle sue celeberrime fiabe, compresa “La sirenetta”, figlia del re del mare innamorata di un principe terrestre. Città a misura d’uomo, specie da primavera a autunno, quando il gelo invernale si scioglie sotto un sole appena tiepido e i cittadini abbandonano i rifugi domestici per riversarsi nelle strade fino a notte fonda.
Incredibile,
ma vero, ho potuto godere di un tempo splendido e di giornate
soleggiate, senza una goccia d’acqua, dal giorno del mio arrivo
fino a metà ottobre. Ma il primo impatto con la città è stato
per così dire “traumatico”. Mi avevano mandato a vivere con una
coppia danese sui cinquanta che non inspirava alcuna fiducia,
anzi… Ma già dal giorno successivo decisi che dovevo cercare
qualcos’altro, magari con altri studenti come me e devo dire che
sono stata molto fortunata perché sono riuscita a trovare un
appartamentino solo per me senza la padrona di casa e posso
anche dire di avere trovato li la mia amica del cuore, Annika,
una ragazza tedesca. I primi giorni non avevo nemmeno voglia di
disfare le valige ma a poco a poco anche la stanzina-ina-ina é
diventata piacevole. La casa nuova non era vicina
all'Università, almeno, non come la prima casa, ma é vicina al
centro. E poi potevamo fare ciò che volevamo, come festeggiare
il mio compleanno ed è stato veramente carino. Mi hanno cantato
Tanti Auguri in cinese, danese, inglese, italiano, tedesco e
spagnolo. Eh, non e bello?
Tutte le
principali attrazioni erano però facilmente raggiungibili a
piedi fare la conoscenza della Vecchia Copenaghen può essere un
affare anche di pochi giorni. La zona più antica comprende i
quartieri di Ørstends Parken, Rådhuset (il
Municipio) e Christiansborg.
Per mangiare,
noi studenti non abbiamo di solito un budget consistente. Il
massimo nei week end era di concedersi una Pizza Hut e due
serate da Jensesn’s Bøfhus, famosa catena Steak House
danese, abbastanza economica eppure di buona qualità. Il costo della vita sarà anche alto, ma se vuoi ti puoi organizzare e andare nei supermercati meno costosi, dove i prezzi sono come in Italia, la birra in alcuni posti costa solo 2 euro. I guai arrivano però se vuoi uscire la sera allora lì si che sono dolori: un cocktail in un club può arrivare anche a 20 euro, ma per noi erasmus è iù facile festeggiare nei nostri appartamneti con gli amici. Per quanto riguarda il lavoro, invece, non ho cercato, sinceramente, e da qua si vede il fatto che sopravvivere non è un problema, anche perché per fortuna ho usufruito di una borsa di studio aggiuntiva, oltre ai miseri 120 euro dell'Unione Europea.
Il motivo per
cui ho scelto la Danimarca è la curiosità verso questi Paesi
così "silenziosi" come i paesi scandinavi in generale; in realtà
non è poi così, o meglio non è proprio così a Copenhagen, mentre
pace e tranquillità sono ancora la caratteristica delle piccole
città scandinave. Ma la cosa che più mi ha affascinato osservare
la neve dalla finestra mentre stai al caldo a preparare la
colazione, molto piacevole.
L'università
in particolare, mi è piaciuta molto, sia come struttura che dal
punto di vista organizzativo. Qua i corsi da seguire li scegli
tu, ma la cosa più bella è che puoi scegliere anche l'argomento
da trattare all'esame. Infatti per le materie da sostenere e
andata meglio di quanto pensassi. Quindi per concludere, nutro una particolare invidia verso coloro che stanno per partire verso l’avventura più affascinante della loro vita, in particolare per quelli che vanno nella mitica Copenhagen.
Alberto Barberi
Copenaghen in questi anni si sta trasformando dalla piccola e affascinante capitale della Danimarca in una metropoli cosmopolita - pur mantenendo la sua caratteristica, intima atmosfera. Si sta realizzando una linea metropolitana, gli alberghi aumentano il comfort, i musei d'arte si allargano e piccoli caffè sorgono per ogni dove.I danesi amano la musica live, quella dei grandi festival all'aperto come il Copenaghen Jazz Festival e il Festival di Roskilde e quelle dei numerosi piccoli locali dove si possono ascoltare tutti i generi, dal jazz al blues, dal folk alla salsa, dal pop al rock.Tra questi, il Vega è uno dei locali
più caratteristici della città e sulla sua piccola scena si
alternano grossi nomi della scena rock e dance e autori di
musica underground. Realizzato in un edificio degli anni 50,
grazie a un accurato restauro conserva una quantità di
particolari d'epoca che donano al posto un'aria molto
particolare: dai paralumi di vetro al pavimento in parquet a zig
zag fino al bar, ornato di murales degli anni 60.
Ernesto De Palo erasmus a Copenhagen 2004/2005
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