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ANVERSA - Antwerpen

 


 

 


 

 

 

 

Studiare ad Anversa

 

Il volto europeo dell’erasmus

 

 

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Studiare ad Anversa

 

… con l’incubo della doppia lingua

Le osservazioni sulla mia esperienza Erasmus non possono che essere positive. Quello che più mi preoccupava prima di partire era la scarsa conoscenza del francese e la ancor più bassa (per non dire nulla) conoscenza del fiammingo. Già a partire dai primi giorni, però, ho avuto la fortuna di incontrare altri studenti Erasmus che vivevano ad Anversa già da alcuni mesi, infatti io sono arrivato solo il secondo semestre (scelta che consiglio in caso di permanenza di un solo semestre)

La città, in realtà è proprio come l’avevano descritta nella Guida che avevo appena comprato: “Antwerpen, città storica di indubbia bellezza di 445,000 abitanti, situata nelle vicinanze del fiume Schelda nel nord-est del Paese, nel cuore delle Fiandre. Fondata nel 4th secolo, ebbe un forte sviluppo politico ed economico a cominciare dal 13th secolo…”. Il cuore della città di Anversa è la Grand-Place: una piazza di forma irregolare circondata da belle case del Cinquecento e Seicento, che ospita la statua di Brabo.
Poco distante ammiriamo la più grande e alta chiesa gotica dei Paesi Bassi: Onze-Lieve-Vrouwe Katedraal, che conserva al suo interno alcuni capolavori di Rubens, delle splendide vetrate, dei monumenti sepolcrali e numerose sculture.
Per gli appassionati di animali esotici, è d’obbligo fare una “capatina” allo zoo di Anversa, situato al centro della città, che offre la più antica e famosa collezione di animali. Gli altri monumanti che col tempo mi sono divenuti familiari erano il quattrocentesco Municipio; la barocca casa di Rubens sulla Wapper, dove l´artista ha abitato e lavorato, con mobili, opere e bozzetti della collezione privata dell’artista; la chiesa di Sint-Pauluskerk, in cui troviamo una collezione di dipinti di Rubens, di Jordaens e Van Dyck; la chiesa di Sint-Carolus-Borromeuskerk, sulla piazza Hendrik Conscience, in nello stile tipicamente ecclesiastico in epoca barocca; il teatro Bourla, in cui oltre ad assistere a spettacoli teatrali si trova la "bolleke", specialità birraria locale;e la Stazione Centrale, definita anche “ cattedrale ferroviaria".

La prima cosa che mi ha impressionato della città e la multietnicità (figuratevi, io provengo dalla Calabria…), infatti ad Anversa si incontra gente di ogni tipo. La comunità ebraica è forse la più grande d’Europa ed anche il quartiere russo è molto esteso; qui vi si possono trovare dei negozi di ogni tipo che propongono grossi affari. Tutti gli abitanti parlano almeno tre lingue: la lingua d’origine (il fiammingo o qualsiasi altra a seconda della provenienza), il francese e l’inglese. La mia esperienza a proposito dei contatti con gli abitanti è stata molto positiva, vista la loro disponibilità nei confronti degli stranieri. Superati i problemi di "comunicazione", ci siamo inseriti molto presto in un gruppo di ragazzi provenienti da ogni parte di Europa e non solo. Persone eccezionali che non dimenticherò mai e con le quali ho passatoi il periodo più bello della mia vita.

Non si può certo dire che manchi il verde nella città, infatti molti sono i parchi ed i viali alberati. Le strade sono larghe e spesso a tre corsie per senso di marcia. Nonostante questo, però, non è difficile assistere ad incidenti automobilistici in cui a farne le spese sono, nella maggior parte dei casi, grandi alberi situati sul ciglio della strada. In fondo, i belgi sono un popolo nordico e, in quanto tale, particolarmente simpatizzante della birra. Se amate i locali notturni, non potete desiderare di meglio che andare ad Anversa! Innumerevoli sono i pub e i club e caratteristica dei belgi è che organizzano serate a tema.       Fino allo scorso anno, il posto di ritrovo degli Erasmus era il “DE VETTIGE SWA”. Una discoteca non proprio eccezionale ma sempre pieno di studenti provenienti da tutte le parti del mondo per il fatto che è relativamente economica! Altri locali che consiglio sono il “CAFE D’ANVERS” e il “MOMOTOMBO”, con musica etnica e fiumi di birra.

Per quanti riguarda l’Università, ad Anversa ci sono due facoltà di Economia, UFSIA e RUCA, quest’ultima è piottosto lontana dal centro e non ha corsi in lingua inglese! Per arrivarci si può prendere il bus 32 che passa ogni dieci minuti ed impiega da Quellin Straat circa 20 minuti per arrivare in Facoltà. Per il ritorno, si prende lo stesso 32, che lascia in Pelikaanstraat (la via dei diamanti).

In ogni caso, per tutte le informazioni sulla università il sito è www.ruca.ua.ac.be

Per quanto riguarda l’alloggio, per chi voglia affittare una stanza privata secondo me la zona consigliata è quella di Quellin Straat (vicino alla Stazione Centrale) oppure nella vicina “Via dei Diamanti” . Ma c'è un altro quartiere che vi posso consigliare dove si la voglia di vivere dei cittadini di Anversa: anzi, è una strada. Lungo la Cogels-Oysley verso la fine del secolo scorso i ricchi della città si fecero costruire case bellissime e singolari, gareggiando l'un l'altro per l'originalità e la bellezza delle costruzioni. Oggi questa strada è uno straordinario campionario di Art Nuveau, Neoclassicismo, stile Neorinascimentale, Mosaici, grandiose vetrate, ferri battuti dalle volute sinuose creano un ambiente eclettico e fuori dal tempo. Pensare che questa strada, quando divenne famosa, aveva un unico pregio: vi passava il primo tram della città. Oggi però vi si possono trovare degli appartamentini veramente belli che alcuni erasmus (soprattutto i primi che arrivano) riescono a scovare.

Alcuni consigli che posso dare ai miei ereditari è: per il volo di andata, consiglio di rivolgersi al CTS che offre la possibilità di avere un biglietto A/R aperto entro sei mesi, da utilizzare anche nel caso in cui decideste di tornare a casa per Pasqua. Una volta arrivati all’aeroporto di Bruxelles, al piano inferiore ci sono i pullman che portano in 1h ad Anversa. Essi si fermano vicino la stazione centrale e quindi vicino ad Italielei. Si tenga presente che i pullman partono dall’aeroporto di Bruxelles ogni ora circa.

L’unico modo per prelevare i soldi all’estero dal proprio conto in Italia è con la carta di credito, il che comunque costa un 4% a prelievo. A dire il vero vi è anche la possibilità di aprire un conto presso una banca di Anversa ed attendere che i propri genitori mandino il “contante” per poi prelevarlo a costi inferiori alla Visa. La procedura, però, richiede tempo e quindi a voi la scelta…

 Se avete il cellulare, consiglio di comperare una scheda belga, in modo che chiunque dall’Italia vi possa rintracciare in qualsiasi momento. Due sono le compagnie: Belgacom e Mobistra, con tariffe più o meno simili (comunque alte, quindi consiglio di utilizzarle solo per ricevere). E’ possibile, invece, telefonare dal vostro cellulare, comodamente seduti in poltrona, adoperando una delle tante schede che si comprano nei tabacchai. Queste card sono molto convenienti e comode. Consiglio la ECONO PHONE. Altre sono, poi, le carte abilitate alle telefonate dai telefoni pubblici, tipo la PHONE PASS.

Quando decidete di fare la spesa, in fondo alla Meir Straat (la via dei negozi) trovate il GB, un grosso centro commerciale. Ci si arriva facilmente a piedi da Italielei (circa 15 minuti dalla stazione), ma si può anche prendere il tram per evitare di attraversare tutto il vialone.

Per mangiare un pasto veloce ed economico, consiglio la Pita, un piatto nord africano a base di carne (non so di che tipo, ma comunque grassa e buona). Tanti sono i localini in cui la si può trovare. Pita e coca 8 euro circa.

 

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Adriano Scampelli

 

 

Anversa

 

Il volto europeo dell’erasmus

Anversa (in olandese Antwerpen, in francese Anvers) è una città delle Fiandre, una delle tre regioni del Belgio. Il suo nome può suscitare profondi sospiri in qualsiasi aspirante Rubens che abbia preso in mano un pennello, ma la compatta e storica città di Anversa è la meta erasmus belga meno conosciuta. E’ attraversata dal fiume Schelda e una circonvallazione (il Ring, costruito sul tracciato di un fossato del XVI secolo inutilmente realizzato per proteggere la città dagli spagnoli) l'abbraccia per circa tre quarti. La prima impressione che dà (o almeno quella che ha suscitato in me appena sono arrivata) è che ha un'atmosfera  leggermente desolata, mentre ivendola a fondo si scopre che non è così…anzi! Il cuore antico di Anversa è la Grote Markt, una strana piazza  triangolare dove, nei secoli, i cittadini di Anversa hanno celebrato i loro splendori. A partire dalla fontana, ispirata al mito sull'origine della città. In cima ad un cumulo di rocce si erge Brabo, alzando al cielo un trofeo davvero strano: una mano recisa. Narra la leggenda che un pericoloso gigante taglieggiava i marinai che passavano sulla Schelda, finchè Brabo non lo uccise, tagliandoli di netto la mano. Non molto lontano da qui si estende il quartiere ebraico  le cui strade si intrecciano con quelle dei commercianti di diamanti. Le botteghe dei mercanti di pietre preziose si aprono su stradine riservate e silenziose: solo la presenza di vigilantes armati fino ai denti denuncia la loro presenza!

E' sempre stata legata al fiume la fortunata storia di Anversa. Lo testimoniano le facciate dei bei palazzi delle arti e dei mestieri che circondano la piazza.: ognuna innalza sul tetto, come un pinnacolo, una statua d'oro che raffigura il proprio mestiere. Tra le altre, la più suggestiva, è quella degli armatori, sormontata da un vascello a vele spiegate.

Di notevole interesse (soprattutto per me, studentessa di Storia dell’Arte) ad Anversa sono anche i numerosi Musei: il Museo Reale di Belle Arti, in cui ammiriamo una splendida collezione dei maestri fiamminghi, più di 1.500 opere di periodi più recenti, e naturalmente tutta la collezione del Rubens; il Museo di Arte contemporanea, noto come MUHKA, con una collezione di arte belga dagli anni Settanta a oggi; il museo Mayer van den Bergh, con splendide opere del periodo che va dal Trecento al Cinquecento, dipinti, sculture, arazzi ed arredamento; il Museo provinciale del Diamante, in cui scoprire tutti i segreti del diamante, situato nel quartiere denominato la "Gerusalemme del Nord", in quanto c’è riunita un’alta concentrazione di ebrei ortodossi.


Classico di Anversa, come di tutto il Belgio del resto è la birra; Non di rado, infatti, si possono incontrare ragazzi seduti al bar a bersi una bella bionda media alle 10 del mattino!

E veniamo alla mia esperienza dal punto di vista didattico (non si fa l’erasmus per questo?): Consiglio, innanzitutto, prima di partire, di scaricare da Internet tutti i programmi dei corsi della RUCA dal sito www.ruca.ua.ac.be. Nella mia esperienza ad Anversa ho avuto a che fare con professori piuttosto disponibili, ma mi sono giunte voci anche di studenti che non si sono trovati bene con il proprio coordinatore. Per un esame ho dovuto scrivere una tesina. Il professore ha deciso l’argomento e, terminato il mio lavoro, la si è discussa insieme. Per un altro corso, il professore ha offerto la possibilità di scegliere tra un esame orale, basato su circa 500 pagg (da studiare in inglese, ovviamente!), oppure una tesina che, vista l’importanza della materia, non doveva essere inferiore a 30 pagg, corredate da tabelle, grafici e quant’altro. Si tenga presente che un lavoro del genere non è affatto facile e richiede anche molto tempo, vista la necessità (per superare l’esame) di una bibliografia di libri ed articoli di giornali. La RUCA offre una biblioteca vastissima dotata di computer. La sala Internet è a parte ed è di libero accesso. Per fare delle ricerche si può anche andare ad UFSIA, più vicina al centro e dotata anch’essa di una grande biblioteca e sala multimediale. Ad ogni modo aspettatevi molto dalle strutture dell’Università di Anversa (RUCA o UFSIA che sia) così come la mensa: è possibile avere un pasto belga al costo di circa 3 euro. Il cibo è discreto, a parte certi strani accoppiamenti (tipo carne e polpa di mele). La mensa è grande e pulita.

Il mio alloggio ad Anversa è stato un monolocale dotato di angolo cottura, bagno con doccia, scrivania e tavolo con sedie. Molto bello e confortevole è parte di una palazzina che si affaccia su Italielei (98b), la strada su cui abitavano la maggior parte degli Erasmus. E’ vicino al centro, alla stazione ed alla fermata del bus per RUCA. Il costo è di 12000 BeF (circa lire 300 euro al mese). Al costo di 15000 BeF (circa 440 euro) si può affittare un monolocale per due persone (2 letti) con angolo cottura, bagno e salottino. Questo nel caso si decidesse di convivere con altri studenti. Si tenga comunque presente che purtroppo a bassi costi di affitto corrisponde spesso un basso livello di comfort (compresa la pulizia delle parti comuni). Un prezzo di affitto di 300 euro è indice di una buona sistemazione nelle vicinanze del centro.

Data la posizione geografica centrale che Anversa assume in Europa e visti gli esigui costi di trasporto rispetto ai costi in Italia, ho avuto la possibilità di visitare diversi luoghi sia in Belgio che fuori, come Inghilterra e Francia. Alcuni di questi viaggi erano organizzati dalla stessa università. La collocazione del Belgio fa sì che con poche ore di viaggio si possano raggiungere le principali capitali europee (ad eccezione di Roma…). Infatti bastano due ore circa per Amsterdam, cinque per Parigi e sei per Londra. E’ possibile spostarsi in treno oppure con la Eurolines, una compagnia privata di trasporti in pullman molto efficiente, rapida ed economica. Per chi decidesse di prendere il treno consiglio di richiedere in stazione il GO-PASS. Consiste in una specie di abbonamento di 10 corse da effettuarsi all’interno del Belgio. Questo non esclude al possibilità, ad esempio, di andare ad Amsterdam usando questo pass fino al confine e pagando, quindi, solo la differenza dal confine alla capitale olandese. E’ un ottimo metodo per risparmiare, considerato che in cinque mesi sono tante le possibilità di viaggiare e poi lo si potrebbe utilizzare anche in gruppo. Il costo è di 1420 BeF (35.20 Euro). Nel periodo di permanenza ad Anversa, ho avuto modo di visitare alcune grandi città europee. In molti casi si è trattato di viaggi organizzati con gli altri Erasmus (Londra, Lussemburgo, Amsterdam, Maastricht per il carnevale del 14/2, Parigi…). Se si fa attenzione alle attività organizzate da alcuni Club universitari, si può ad esempio andare a Strasburgo per una visita di due giorni (compresa una notte in ostello) al Parlamento Europeo per 25 euro! Questo è solo un esempio, l’importante è mantenere contatti con studenti che frequentino l’UFSIA, i cui club organizzano spesso dei week-end di integrazione appositamente studiati per gli Erasmus, a costi irrisori!

Per spostarsi all’interno della città c’è solo l’imbarazzo della scelta. Si può infatti utilizzare il bus, il tram o la metropolitana. Per il bus, il più usato, il costo è di 40 BeF a corsa (circa 1 euro), ma con un abbonamento di 10 corse per 300 BeF si risparmia molto, in considerazione del fatto che la Facoltà (RUCA) è molto lontana dal centro e bisogna andarci in bus. Non bisogna dimenticare le piste ciclabili, utilizzatissime in quanto molto efficienti.

La vita notturna è molto divertente visto che ad Anversa le discoteche non mancano e sono bellissime. A questo proposito consiglio il “CAFE’ D’ANVERS”, bel posto e bella gente. La musica generalmente è quella tecno, spesso portata all’esasperazione. Purtroppo le occasioni di ballare house o underground più sofisticata, per gli amanti del genere come me, sono piuttosto rare. Ma per chi ama gli ambienti più tranquilli, la città offre dei localini jazz oppure soul con musica dal vivo: una vera delizia! Ma anche tante sono le sale in cui è possibile buttar via un po’ di soldi giocando ai “cavalli” o a “Black Jack” (il gioco d’azzardo in Belgio è quasi legale). Viste alcune negative esperienze di alcuni ragazzi che erano con me, sconsiglio di frequentare queste sale situate alle spalle del Gaumont (il cinema di 19 sale vicino la stazione) in tarda notte. Purtroppo molti “loschi personaggi” spesso extracomunitari, sono sempre in agguato, pronti a scippare il portafoglio o il cappotto. Questo non vuol dire che non bisogna mai andarci, vista anche la massiccia presenza di ristoranti etnici che offrono ottime pietanze per tasche “sensibili”. E’ comunque meglio frequentare questo quartiere in gruppo.

Infine i cinema. Sono tre e tutti multisala. Due sono al centro della città (rispettivamente di 3 e 19 sale). In periferia c’è il Metropolis: 32 sale, il secondo d’Europa! I film sono tutti in lingua originale con i sottotitoli in francese e fiammingo. Moltissime sono le pellicole in lingua inglese.

La temperatura a febbraio è piuttosto bassa, ma niente di così diverso da quella di Milano o di Bologna nello stesso periodo. L’unico fastidio potrebbe arrivare dalla, a volte, incessante pioggerellina sottile che può durare anche giorni interi. E partire da metà marzo comincia a far capolino il sole e la città cambia volto poiché i locali cominciano a metter fuori tavolini e sedie. Per i belgi 15 gradi sono un ottimo motivo per fare un bel pic-nic al parco!

Anche se tornare alla realtà è stata dura, posso dire con assoluta certezza che questa esperienza mi ha arricchito sotto tutti i punti di vista.