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le esperienze ANDALUSE
Non appaia contraddittoria la testimonianza della mia esperienza Erasmus nella splendida città di Siviglia, se dico di aver vissuto sensazioni totalmente sconosciute, causa una prova personale nuova e sensazioni fondamentalmente familiari, come se avessi ritrovato il completamento della mia terra. E questo è dovuto unicamente al luogo, solare e vivo, alla gente, accogliente e sorniona, al clima caldo che ti “obbliga” a vivere la città, le strade e le piazze.
Siviglia, situata a Sud della Spagna tra
Cordoba, Huelva e Cadice, é una città ricca di storia e
fascino in cui il moderno ben si fonde con l'antico.
La conobbi presto la città, il quartiere più tipico é il "Barrio
de Santa Cruz", che si estende lungo le mura dell'Alcazar,
presso il celebre campanile della più grande cattedrale
spagnola, la "Giralda".
Ma parlando della mia esperienza universitaria posso dire che di esami se ne fanno e molti, grazie al metodo spagnolo di affrontare un esame... "cazzeggio" per un anno, poi studio "a manetta" per due settimane ed il gioco è fatto... almeno 3 asignaturas (corsi) in una quindicina di giorni sono assicurati...
Se volete saperne di più sull'università di Siviglia ecco il link adeguato: Universidad de Sevilla da consultare.
Tornando a parlare dell'Andalusia, cioè la regione dove si trova Siviglia posso dire che è un posto dove è la festa a farla da padrona e anche quando non c’è la si inventa: straordinaria l’esperienza della "Feria de Abril", apice del folclore andaluso. Come risultato per noi “stranieri” una sicura integrazione, senza limiti e imposizioni.
La vita universitaria concede molto, da una
didattica coinvolgente e svecchiata ad un’attività ricreativa
non solo fine a sé stessa (feste e ritrovi), ma anche ricca di
stimoli (gite turistiche e attività culturali in genere). Ho
sperimentato per la prima volta una burocrazia “umana”, snella
ed efficace. Per i consigli utili ci si rivolgeva ad appositi
uffici interni e pre informazioni parauniversitarie ad una sorta
di ESN locale, l’AEGEE, che tra le altre cose organizzava gite e
percorsi turistici (a prezzi agevolati) e corsi di sevillana,
danza tipica.
Il segreto di una buona conoscenza del luogo
sta nel superare la patina turistica superficiale, di cui per
altro molti si accontentano, e cercare la vera anima attraverso
la gente del posto. «Se dovessi perdermi cercatemi in Andalucía
o a Cuba», aveva dichiarato una volta García Lorca. Adesso mi è
chiaro il perchè. Andrea Ferronetti Per chi volesse
contattarmi per saperne di più può scrivermi all'indirizzo email:
andrea.ferronetti@yahoo.it |
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Non appaia contraddittoria la testimonianza della mia esperienza Erasmus se dico di aver vissuto sensazioni totalmente sconosciute, causa una prova personale nuova e sensazioni fondamentalmente familiari, come se avessi ritrovato il completamento della mia terra. E questo è dovuto unicamente al luogo, solare e vivo, alla gente, accogliente e sorniona, al clima caldo che ti “obbliga” a vivere la città, le strade e le piazze. Un posto, l’Andalucía, dove è la festa a farla da padrona e anche quando non c’è la si inventa: straordinaria l’esperienza della Feria de Abril, apice del folclore andaluso. Come risultato per noi “stranieri” una sicura integrazione, senza limiti e imposizioni.
Non c'è nulla nell'Europa occidentale di
più esotico di Siviglia. L'elegante
capitale dell'Andalusia rappresenta bene tutti gli
stereotipi della Spagna: i tori, le tapas, il vino,
la birra, la gente allegra che ama le feste. Solo
che a Siviglia queste non sono invenzioni fatte apposta per
attirare turisti ma l'anima stessa di un popolo che ama
vivere così. La vita della
città si svolge intorno al Guadalquivir,
presenza importante ma quasi nascosta, fiume placido che
taglia la città in due e che da sempre ha segnato la vita di
Siviglia: La vita universitaria concede molto, da una didattica coinvolgente e svecchiata ad un’attività ricreativa non solo fine a sé stessa (feste e ritrovi), ma anche ricca di stimoli (gite turistiche e attività culturali in genere). Ho sperimentato per la prima volta una burocrazia “umana”, snella ed efficace. Per i consigli utili ci si rivolgeva ad appositi uffici interni e pre informazioni parauniversitarie ad una sorta di ESN locale, l’AEGEE, che tra le altre cose organizzava gite e percorsi turistici (a prezzi agevolati) e corsi di sevillana, danza tipica. Il segreto di una buona conoscenza del luogo sta nel superare la patina turistica superficiale, di cui per altro molti si accontentano, e cercare la vera anima attraverso la gente del posto. «Se dovessi perdermi cercatemi in Andalucía o a Cuba», aveva dichiarato una volta García Lorca. Adesso mi è chiaro il perché. I periodi migliori per vivere la città sono la primavera e l'autunno, quando il caldo si placa e la folla dei turisti scompare. Perchè anche il caldo asfissiante che attanaglia la città, soprattutto a Luglio e Agosto, non è un semplice luogo comune. In questi mesi il termometro può tranquillamente salire fino a 54 gradi. Ma questo non ferma la voglia di uscire e di vivere degli studenti erasmus. Se d'inverno ci siamo divertiti stando chiusi nelle taverne del barrio Santa Cruz, d'estate ci siamo spostati verso il fiume, a cercare il fresco e tirar tardi. Perchè Siviglia è una città che vive ogni giorno dell'anno, dove la voglia di stare insieme, più che di far festa, è sempre presente. Incontrarsi, mangiare e bere insieme e poi spostarsi in un'altra parte della città, giusto per guardarsi in giro e farsi guardare, fanno parte dello spirito degli spagnoli, in particolare dei sivigliano. Quindi, se proprio dovete scegliere un posto per capire come sono fatti gli spagnoli e come si vive in Spagna, seguite un consiglio: andate a Siviglia.
Elena Romani
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