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PASSEGGIANDO PER BARCELLONA
Alla scoperta di una città dall’architettura meravigliosa
A dispetto di quello che tutti possono immaginare, La città di Barcellona non è solo Gaudì. Un bellissimo quartiere gotico è il fulcro del centro, con la sua cattedrale che si erge maestosa. Il quartiere gotico ha un suo fascino, molto in voga in questi anni. Assomiglia un po’ al Trastevere romano, con le sue viuzze tanto strette quanto piene di storia e di vita. Celebre è la sua via piena di caffè e pasticcerie, la Carter de Petritxol, dove l’odore del cioccolato si espande per tutta la strada. È proprio accanto alla chiesa di Santa Maria del Pì, che ha uno dei rosoni gotici più grandi d’Europa, chiamata così per il grande pino che troneggia davanti l’entrata. Il quartiere gotico è accanto las Ramblas, la strada più famosa di Barcellona. O meglio le strade, visto che questa lunga isola pedonale è l’insieme di tante vie affollatissime a tutte le ore. La cosa particolare de Las Ramblas, che congiunge Plaza Cataluña al mare, sono i negozietti di fiori, quelli di animali e i personaggi particolari che la popolano dall’alba alla sera. Sono mimi, persone che si vestono nei modi più originali e variopinti che, dietro un piccolo contributo alla loro arte, fanno una piccola rappresentazione per il pubblico. Così, in un momento, sarete di fronte a pirati, fate, personaggi celebri, scheletri, dame del 500, cavalieri e antichi egizi. Arrivando alla fine di questa strada, troverete la statua di Cristoforo Colombo, ribattezzato Cristoval Colon dagli spagnoli. Davanti al porto c’è il Mare Magnum, uno dei tanti centri commerciali che fanno diventare roventi i portafogli dei turisti. Dentro questo centro, dalla parte del mare, tante discoteche, un cinema, locali. Questi locali sono per lo più turistici, non proprio il massimo, se volete un parere. Se gradite di più il ritmo spagnoleggiante e la compagnia locale, andate in qualche pub o discoteca del centro. Sono molto carini i bar con il servizio al tavolo e la musica, locali dove si può anche bailar, fra una chiacchiera e l’altra. La cosa buona è anche l’entrata gratuita in molti casi, cosa che fa sempre piacere ai giovani studenti in vacanza. Per alcune stradine noterete delle piccole librerie o dei piccoli bar, dove un caffè o un buon libro hanno un aria così tradizionale e rilassante, da non poterne fare a meno. Girando per le vie troverete anche una splendida piazzetta, all’ombra di una chiesa monumentale, la chiesa di Santa Maria del Mar. Questo è un angoletto buono per fermarsi a fare colazione o a prendere un po’ d’ombra riposante. Eh si, perché il clima è il tipico e dolce clima mediterraneo, estati calde, un po’ umide, e inverni non troppo freddi. MANGIARE BENE Capitolo a parte merita la cucina, che, come tutta quella spagnola, merita un particolare assaggio. Diffidate dai posti troppo turistici, perché nelle vie più nascoste troverete dei posti dove la qualità e i prezzi bassi sono di casa. Magnifiche grigliate di carne e pesce, insalate e affettati accompagnati da fresco pane e pomodoro sono ottime combinazioni per un veloce snack o per un pasto corposo. Oltre a questo las tapas, piattini di cibo diverso, con le quali ciascuno dei commensali può saziarsi di quantità e di varietà. Insomma, se è vero che uno dei peccati più benvoluti da uomini e donne sembra essere la gola, qui, come nell’intera penisola iberica, potrete trovare il vostro personale paradiso. UNA CITTA’ MAGICA Un’ultima curiosità, dentro Barcellona è molto difficile perdere totalmente l’orientamento, nonostante le strade a senso unico sparse per tutta la città. Infatti la città è circondata dal mare su cui troneggiano due grattacieli e da due montagne dalle quali è appiattita, il Tibidabo e Montjuic. Basterà guardare uno di questi punti di riferimento per sapere sempre dove si va. E dal momento che i luoghi che probabilmente vi affascineranno sono ancora tanti, sarà anche bello perdersi in mezzo alle strade di questa magica e misteriosa città. Andrea Lancellotti
Per qualsiasi informazione sulla città, potete consultare:
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A Barcellona la notte è molto lunga; comincia verso le dieci di sera per chi ha intenzione di cenare fuori nella miriade di Bar de Tapas e ristoranti tipici. Chi invece vuole bere un drink in un bar alla moda l'appuntamento si può benissimo dare a mezzanotte, mentre se ci si vuole scatenare nelle discoteche allora non si piò uscire prima delle due della notte...e poi ci sono gli "after hour"!!! Per ogni gusto e per ogni tasca Barcellona può offrire la risposta alla vostra "voglia di notte". In questa sezione vi segnaliamo tutti i locali che ho frequentato durante il mio soggiorno erasmus a Barcelona, la Capitale della Catalunya: Cominciando dai
Bar c'è da dire ceh esistono ancora quelli tradizionali, come il
piccolo Bar del Pi (Plaça de Sant Josep Oriol) o il
famoso Bar Marsella (Carrer de Sant Pau 65, ritrovo
molto popolare dove si va soprattutto se si vuole bere l'absenta,
o infine il Limón Negro (Carrer Escudellers Blancs 3)
BARÇALLES, Zona Mallorca esquina Castillejos: grande,
musica techno-house
Tratto da http://www.informagiovani-italia.com
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BARCELLONA E LA SUA ARCHITETTURA
La città più multiculturale della Spagna Al mondo esistono due tipi di città: quelle che si visitano e quelle che si scoprono. O meglio che si lasciano scoprire. Visitare una città rappresenta qualcosa di bellissimo, vedere luoghi diversi, incontrare gente nuova, sentire curiosità e memorie. Ma scoprire una città significa viverla intensamente, lasciare che ci scorra davanti agli occhi, sotto il naso, fare in modo che si faccia assaporare, che ci permetta di scoprirne i più intimi e preziosi segreti. Una città non si scopre solo vedendola, ma avvolgendola con tutti i sensi. Ci sono pochi luoghi al mondo che trasmettono delle emozioni del genere, che permettono un’esperienza così completa. Ci sono poche città che restano in tutto quello che vediamo o facciamo in futuro. Barcellona, capoluogo della Catalogna, culla di un cultura così poliedrica e piena di sfaccettature da far venire il mal di testa, è una di queste. IL PRIMO IMPATTO CON LA CITTA’ Quando cominciò il mio soggiorno erasmus era la prima volta che andavo a Barcellona, o Barna come i suoi abitanti la chiamano, ed ero armato solo di qualche racconto e di qualche nozione sommaria sulla sua cultura. Quando arrivai una cosa mi colpì immediatamente: l’armonia delle parti in cui è costruita la città, così diverse l’una dall’altra, ma così legate da sembrare un unico assieme. Guardavo i piccoli mosaici modernisti di cui la città è piena e ancora mi sembrano il simbolo più vero di questa città. Non so se avete presente quelle piccole composizioni, ma sono dei mosaici in cui i pezzi hanno i colori più disparati, giallo, blu, arancio, perfino il viola. Prendete ogni singolo tassello, è un mondo a se stante. Ma quando tutti quei tasselli sono incollati insieme, formano dei disegni e delle forme perfette, come se ognuno di essi fosse nato per stare con gli altri. È questa la sensazione che ti da questa città, costituita da un quartiere gotico, uno medievale, zone moderniste, parti nuovissime. È una fornace di cultura, di storia.
STORIA DI BARCELLONA La storia di Barcellona è presto fatta. Come mezza Europa, anche questa parte della Spagna subì l’invasione romana e la conseguente annessione. Alcuni storici parlano di insediamenti pre-romanici, di una certà tribù di Laietani iberici, da cui il nome, molto probabilmente, di una Via Laietana, che è ad oggi una delle strade più famose della città. Nel corso questi insediamenti diventarono, un villaggio, poi una città, che sfiorò e risfiorò la grandezza nel tempo. Passò sotto la dominazione araba, quella castigliana e subì una forte influenza francese, ancora oggi distinguibile nella lingua catalana. Lingua, e non dialetto, perché molte zone della Spagna, e questa non fa eccezione, hanno dei veri e propri idiomi che differiscono molto dallo spagnolo ufficiale, che è poi il castigliano. Franco, nel suo regime, tentò a lungo di sminuire le peculiarità della cittadina, fino a vietare l’uso del catalano in tutta la regione. Ma la rinascita della città era gia avviata, forte e nel vivo del proprio sviluppo.
LE OPERE PIU’ IMPORTANTI Il contributo di Gaudì, artista principe del modernismo catalano, ne fu lo strumento trainante. A lui si devono le opere più rappresentative della città. Detto che almeno per i profani l’arte è ancora questione di gusto, si deve però affermare che Antoni Gaudì, con la sua arte e il suo estro, ha costituito l’esempio a cui ispirarsi per i giovani artisti catalani e non. Si devono a lui la Pedrera, la Sagrada Familia, il Parc Guell, che sono forse le opere più famose. Oltre a queste, tantissime altre opere, che hanno fatto ribattezzare Barcellona “la città di Gaudì”. Tutte, nella loro diversità di genere e di forma, hanno un elemento in comune: un forte desiderio di innovare. È un cambiamento che si manifesta nella forma, come quella ondulata della Pedrera, che si arricchisce nel colore, come quelli del Parc Guell, che ha il suo culmine nella fantasia della Sagrada Familia. I lavori di Gaudì nascono per stupire, ma non con l’oro o con la magnificenza delle dimensioni, come nelle opere più classiche, quanto grazie alla fantasia e alla costruzione di elementi fantastici. Come dicevo prima, i gusti sono gusti e a qualcuno tutto questo non può piacere, ma sfido chiunque a rimanere imperturbabile davanti a queste opere. Forse ricorderete il Parc Guell in un celebre film degli ultimi anni, l’ ”Appartamento Spagnolo”, girato proprio a Barcellona. Una delle scene principali della pellicola è ambientata nel parco, sulla balconata principale che domina la città. L’ingresso al parco sembra essere l’inizio di un viaggio incantato; come per magia, grazie alle state e alle case di tutti i colori e forme, pare di essere catapultati nel di mondo di Hans&Gretel. La Sagrada Famiglia, poi, sembra un enorme castello di sabbia. Sapete, uno di quei castelli in cui la sabbia sembra scivolare ancora giù e di cui si attende il crollo da un momento all’altro. È un insieme di forme, di guglie, di torri, di raffigurazioni, una di fianco all’altra. Questa chiesa è, fra l’altro diventata mitica perché la sua costruzione, seguendo i piani del suo geniale architetto, è ancora in atto e non se ne conosce la fine dei lavori. Se mai ci sarà, poi! Un aneddoto mi è stato raccontato su Gaudì: il celebre artista morì anziano mentre camminava per le strade della sua città, investito dal tram che era stato appena costruito. Morì perché non fu soccorso in tempo, non riconosciuto dai concittadini che l’avrebbero quasi idolatrato subito dopo. Il tram è veramente pericoloso, perché è silenziosissimo e ancora oggi non ci si accorge del suo arrivo. Andrea Lancellotti
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