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BARCELLONA

 


 

 


 

 

 

 

Alla scoperta di una città dall’architettura meravigliosa

 

La notte più lunga d'Europa

 

Erasmus a Barcellona

 

La città più multiculturale della Spagna

 

 

La Mail Boxes Etc. di Via Ostiense, in accordo con l'Associazione erasmus e3 permette di usufruire di tutti i propri servizi con dei sconti chiunque si presenterà a nome dell' associazione erasmus.

In particolare per tutti coloro che hanno necessità di inviare dei pacchi oppure bagagli in eccesso nei propri Paesi di usufruire di uno sconto elevato rispetto alle tariffe delle più importanti aziende di spedizioni internazionali o delle Poste.

Inoltre è gratuito il servizio DOOR to DOOR, cioè vengono a prendere i vostri bagagli da casa così come l'imballaggio.

 

 

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Smilexchange vuole aiutare tutti coloro i quali intendono trascorrere un periodo di permanenza in un'altra città o nazione a risolvere il problema dell'alloggio, con una soluzione semplice ed economica:

lo scambio di ospitalità di lungo periodo

Se stai programmando un periodo all'estero, puoi chiedere ospitalità ad un altro utente che vive nella città in cui intendi recarti. Ricorda però che la prima regola di Smilexchange è l'aiuto reciproco: se chiedi ospitalità sei anche tenuto ad offrirla.
Il servizio è interamente gratuito. Per maggiori dettagli:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PASSEGGIANDO PER BARCELLONA

 

Alla scoperta di una città dall’architettura meravigliosa

 

A dispetto di quello che tutti possono immaginare, La città di Barcellona non è solo Gaudì. Un bellissimo quartiere gotico è il fulcro del centro, con la sua cattedrale che si erge maestosa. Il quartiere gotico ha un suo fascino, molto in voga in questi anni. Assomiglia un po’ al Trastevere romano, con le sue viuzze tanto strette quanto piene di storia e di vita. Celebre è la sua via piena di caffè e pasticcerie, la Carter de Petritxol, dove l’odore del cioccolato si espande per tutta la strada. È proprio accanto alla chiesa di Santa Maria del Pì, che ha uno dei rosoni gotici più grandi d’Europa, chiamata così per il grande pino che troneggia davanti l’entrata. Il quartiere gotico è accanto las Ramblas, la strada più famosa di Barcellona. O meglio le strade, visto che questa lunga isola pedonale è l’insieme di tante vie affollatissime a tutte le ore. La cosa particolare de Las Ramblas, che congiunge Plaza Cataluña al mare, sono i negozietti di fiori, quelli di animali e i personaggi particolari che la popolano dall’alba alla sera. Sono mimi, persone che si vestono nei modi più originali e  variopinti che, dietro un piccolo contributo alla loro arte, fanno una piccola rappresentazione per il pubblico. Così, in un momento, sarete di fronte a pirati, fate, personaggi celebri, scheletri, dame del 500, cavalieri e antichi egizi. Arrivando alla fine di questa strada, troverete la statua di Cristoforo Colombo, ribattezzato Cristoval Colon dagli spagnoli. Davanti al porto c’è il Mare Magnum, uno dei tanti centri commerciali che fanno diventare roventi i portafogli dei turisti. Dentro questo centro, dalla parte del mare, tante discoteche, un cinema, locali. Questi locali sono per lo più turistici, non proprio il massimo, se volete un parere. Se gradite di più il ritmo spagnoleggiante e la compagnia locale, andate in qualche pub o discoteca del centro. Sono molto carini i bar con il servizio al tavolo e la musica, locali dove si può anche bailar, fra una chiacchiera e l’altra. La cosa buona è anche l’entrata gratuita in molti casi, cosa che fa sempre piacere ai giovani studenti in vacanza. Per alcune stradine noterete delle piccole librerie o dei piccoli bar, dove un caffè o un buon libro hanno un aria così tradizionale e rilassante, da non poterne fare a meno. Girando per le vie troverete anche una splendida piazzetta, all’ombra di una chiesa monumentale, la chiesa di Santa Maria del Mar. Questo è un angoletto buono per fermarsi a fare colazione o a prendere un po’ d’ombra riposante.  Eh si, perché il clima è il tipico e dolce clima mediterraneo, estati calde, un po’ umide, e inverni non troppo freddi.

MANGIARE BENE

Capitolo a parte merita la cucina, che, come tutta quella spagnola, merita un particolare assaggio. Diffidate dai posti troppo turistici, perché nelle vie più nascoste troverete dei posti dove la qualità e i prezzi bassi sono di casa. Magnifiche grigliate di carne e pesce, insalate e affettati accompagnati da fresco pane e pomodoro sono ottime combinazioni per un veloce snack o per un pasto corposo. Oltre a questo las tapas, piattini di cibo diverso, con le quali ciascuno dei commensali può saziarsi di quantità e di varietà. Insomma, se è vero che uno dei peccati più benvoluti da uomini e donne sembra essere la gola, qui, come nell’intera penisola iberica, potrete trovare il vostro personale paradiso.  

UNA CITTA’ MAGICA

Un’ultima curiosità, dentro Barcellona è molto difficile perdere totalmente l’orientamento, nonostante le strade a senso unico sparse per tutta la città. Infatti la città è circondata dal mare su cui troneggiano due grattacieli e da due montagne dalle quali è appiattita, il Tibidabo e Montjuic. Basterà guardare uno di questi punti di riferimento per sapere sempre dove si va. E dal momento che i luoghi che probabilmente vi affascineranno sono ancora tanti, sarà anche bello perdersi in mezzo alle strade di questa magica e misteriosa città. 

Andrea Lancellotti

 

Per qualsiasi informazione sulla città, potete consultare:

www.bcn.es

www.barcelona.com

www.barcelonaturisme.com

 

Cerca il tuo hotel a Barcellona cliccando sul link a fianco

 

 

La notte più lunga d'Europa

 

A Barcellona la notte è molto lunga; comincia verso le dieci di sera per chi ha intenzione di cenare fuori nella miriade di Bar de Tapas e ristoranti tipici. Chi invece vuole bere un drink in un bar alla moda l'appuntamento si può benissimo dare a mezzanotte, mentre se ci si vuole scatenare nelle discoteche allora non si piò uscire prima delle due della notte...e poi ci sono gli "after hour"!!! Per ogni gusto e per ogni tasca Barcellona può offrire la risposta alla vostra "voglia di notte". In questa sezione vi segnaliamo tutti i locali che ho frequentato durante il mio soggiorno erasmus a Barcelona, la Capitale della Catalunya:

Cominciando dai Bar c'è da dire ceh esistono ancora quelli tradizionali, come il piccolo Bar del Pi (Plaça de Sant Josep Oriol) o il famoso Bar Marsella (Carrer de Sant Pau 65, ritrovo molto popolare dove si va soprattutto se si vuole bere l'absenta, o infine il Limón Negro (Carrer Escudellers Blancs 3)
Tra i bar più alla moda vi segnalo forse quello che mi ha visto più presente di tutti, il Fonfone (Carrer Escudellers 24), disco-bar molto trendy nel cuore del Barrio Gótic; Poi c'è il Café Royale (Nou de Zurbano 3), un disco-bar molto "in" così come il Mas i Mas (Carrer de Marià Cubí 199), uno dei ritrovi storici della movida barcellonese. Una delle mode più recenti è aprire locali che sono una via di mezzo tra la boutique alla moda e il disco-bar. Per esempio So_da (Carrer de Avinyó 24), che oltre a vendere abiti firmati da Stella McCartney, Yohji Yamamoto e Cornelia Parker, dalle 21 in poi lascia spazio a un dj che propone musica ambient, trip-hop e lounge. Ancora più interessante è Pilé 43 (Carrer de N'Aglà 4), un po' negozio di modernariato con oggetti dei periodi yé yé e hippy, un po' risto-bar: da non perdere ma destinato a chi può spendere qualcosa (!) in più!
Un antico caffé che continua a essere molto amato dai barcellonesi è El Velodrom (Carrer de Muntaner 213): durante il giorno si può leggere tranquillamente il giornale, mentre di sera l'atmosfera è decisamente più trendy. Davvero cool sono anche La Confiteria (Carrer de Sant Pau 128), un'ex confetteria in perfetto stile modernista, ora frequentata da intellettuali e artisti.


A Barcellona, come detto, non si dorme mai. Succede spesso che si esca da un club quando fuori già albeggia e che qualcuno ti metta in mano un flyer per un after-hour, ad esempio il Oh'La'La (Avinguda Diagonal 650), che inizia alle 5,30 e va avanti fino alle 10.
Insomma, trascorrere la notte divertendosi è l'ultimo dei problemi. L'unica insidia potrebbe derivare dalla scelta del posto "giusto", perché ce ne sono talmente tanti che orientarsi non è facile. Ecco allora qualche consiglio per andare a colpo sicuro.
Attualmente uno dei ritrovi più cool è il Club Danzatoria (Carrer Ramon Trias Fargas, tel. 93-2240480), un locale su più livelli che ingaggia regolarmente dj molto quotati.
Altri club che vanno per la maggiore sono Otto Zutz (Calle Lincoln 12), un bel locale su 3 piani frequentato da modelle e vip;
Discothèque (Poble Espanyol), che organizza magnifiche feste a tema;
Bikini (Avinguda Diagonal 547), 3 diversi ambienti, dove si passa dall'house ai ritmi latini alla musica dal vivo;
Nitsa Club (Nou de la Rambla 113), nella cui Sala Apolo spesso si esibiscono i musicisti più quotati della scena techno;
Dot (Nou de Sant Francesc 7), piccolo club in stile newyorchese sempre pieno di personaggi stravaganti: sulla parete di una delle sue sale vengono proiettati in continuazione film di culto.
Inaugurato a metà novembre, si è già guadagnato una discreta fama Disco D-Mer (Carrer de Rosselló 208), club frequentato prevalentemente da gay e lesbiche, ma aperto anche agli etero.
Continua ad andare alla grande il Razzmatazz (Carrer dels Almogàvers 122), mega-locale con 5 aree indipendenti che il venerdì e il sabato prendono vari nomi, ad esempio Razz Club (indie, pop, rock, techno) e The Loft (house, electronic). Qui, inoltre, si esibiscono molte delle popstar di passaggio in città, dai Coldplay a Lenny Kravitz.
Se vi piace la musica jazz, tenete d'occhio la programmazione del Jamboree (Plaça Real 17, tel. 93-3017564) e dell'Harlem (Carrer Comtessa de Sodradiel 8).
Se preferite il rock alternativo e le band sperimentali, ci sono La Boîte (Avinguda Diagonal 477), il Luz de Gas (Carrer Muntaner 246) e il Magic (Passeig Picasso).
Concludiamo con un consiglio a chi è poco interessato ai locali che fanno tendenza, ma vuole passare una serata un po' folle: al Baja Beach Club (Passeig Maritim 34) l'unica cosa che conta è il divertimento, qui tutto è impostato come se ci si trovasse su una spiaggia tropicale, con il personale in costume da bagno che coinvolge il pubblico in giochini sexy. Se decidete di andarci, fatelo il sabato sera

BARÇALLES, Zona Mallorca esquina Castillejos: grande, musica techno-house

DISTRITO DISTINTO, Zona: Meridiana 104: Due piani con terrazza. Musica locale.

                             
HITS BOX, Maremagnum: megadiscoteca disco su più piani.


MARTINS, Paseo de Gracia 130:


UP & DOWN, Numancia 179: su due piani, per cenare a quattr'occhi o per ballare


Bodega Bohemia, il re dei locali della notte. E' bar, teatro, cabaret, club.

 
Estudio 54, dal nome del famoso locale di New York. Spazio per i giovani e per i meno giovani...

Acido Oxido, in C/Joaquín Costa 61: trendy, tatuaggi e piercing.


Café Dietrich, in C/Consell de Cent 255: spettacoli drag.


Ouí Café, in C/Consell de Cent 247: per iniziare, con discrezione.


Bahia, in C/Sèneca 12: famoso bar gotico. Buona musica e ambiente sereno

 

Tratto da http://www.informagiovani-italia.com

 

 

 

 

ERASMUS A BARCELLONA


Ciao a tutti, mi chiamo Sebastiano Bianchi e vissuto l’esperienza erasmus a Barcellona nell’anno accademico 2002-2003.
L’esperienza è stata stupenda e penso che tutti la dovrebbero provare. Barcellona non è Brescia e merita delle attenzioni particolari.
La casa è il primo problema da risolvere quando si arriva; non ci sono pensionati e quindi ci si deve cercare l’appartamento o meglio, una stanza in un appartamento condiviso anche perché gli affitti sono paragonabili a quelli di Milano. Per questo esistono particolari agenzie che affittano stanze a studenti stranieri garantendo uno standard di qualità e con prezzi che variano solo in funzione dalla distanza dal centro. Le stesse agenzie permettono prenotazioni via internet direttamente dall’Italia.
Chi invece vuole impegnarsi di più nella speranza di risparmiare qualcosa può cercare casa per mezzo d’annunci nei giornali e nelle bacheche dell’università. È comunque fondamentale arrivare almeno 15 giorni prima che comincino i corsi, perché con tutti gli studenti che ci sono rischia di diventare impossibile trovare un tetto sotto il quale dormire con prezzi ragionevoli. Arrivare con un po’ d’anticipo permette anche di farsi un corso di lingua e di ambientarsi prima di cominciare le lezioni. Io ho fatto così e credo sia una buona cosa. Per chi ha l’automobile è fondamentale che si ricordi che Barcellona non è Brescia e cioè che non ci sono parcheggi e non si può lasciare la macchina in strada e l’unica soluzione sono gli autosili a 100 150 euro al mese. Chiaro che se vivi fuori città, il parcheggio lo trovi, ma il problema è che in periferia ci si perde tutto il bello e il divertimento del centro. Non solo, il metro è in ogni caso più veloce. Sconsiglio l’auto, l’avevo e l’ho riportata in Italia, anche perché treni e aerei costano meno di benzina e pedaggio autostradale.
La lingua è un'altra difficoltà che è necessario superare. A Barcellona si parlano catalano e spagnolo, esattamente nell’ordine in cui le ho scritte: il catalano è la prima lingua. All’università prevalentemente catalano (guardatevi il film “appartamento spagnolo” per farvi un’idea) mentre per strada lo spagnolo è sufficiente. Entrambe le lingue sono facili, almeno da capire, e con pazienza e un po’ (non ne serve molta) di volontà, in tre mesi si possono parlare entrambe.
L’università, la UPC che ho frequentato è di ottima qualità e penso valga la pena approfittarne nei limiti dettati dal fatto che l’esperienza di vita ha un peso preponderante su tutto il resto (studiare si, ma senza esagerare!). Per quanto riguarda i corsi è meglio prendere contatti il prima possibile con i professori giacché chi prima arriva, prima sceglie: i posti riservati agli erasmus, per ogni materia, sono limitati.
Il cellulare, se rimanete per almeno 10 mesi, fatelo a contratto che costa metà che in Italia. Le ragazze sono tutte carine ma bisogna prestare attenzione: a Barcellona c’è parità tra i sessi e le donne hanno una forte indipendenza. Quindi se una ti ferma in discoteca (cosa che capita spesso) non significa necessariamente che “ti desidera”, magari vuole solo fare due chiacchiere. Chiaro che atteggiamenti maschilisti sono fuori luogo! Natale è in genere uno dei momenti rottura dell’esperienza, in cui cioè si torna a casa. Io non sono tornato e credo sia bene non rimanere per evitare, appunto, di spezzare la “magia” e se poi ti fermi con gli amici si può passare un natale alternativo! A me è piaciuto. La vita a Barcellona è veramente piena e si rischia di arrivare al fine settimana esausti, però è stupendo non avere mai un minuto per annoiarsi. Ognuno, in ogni caso vive l’erasmus come vuole ed in questo senso è (e deve essere credo) l’esperienze di totale libertà in cui si è catapultati e bisogna cercare di non perdersi nemmeno le briciole, approfittando fino in fondo e assaporando ogni singolo istante. Anche perché alla fine si torna e Brescia a mangiare lo spiedo, che è buono, ma la paella non c’è! E ti manca.


Sebastiano@yahoo.com

 

 

BARCELLONA E LA SUA ARCHITETTURA

 

La città più multiculturale della Spagna

Al mondo esistono due tipi di città: quelle che si visitano e quelle che si scoprono. O meglio che si lasciano scoprire. Visitare una città rappresenta qualcosa di bellissimo, vedere luoghi diversi, incontrare gente nuova, sentire curiosità e memorie. Ma scoprire una città significa viverla intensamente, lasciare che ci scorra davanti agli occhi, sotto il naso, fare in modo che si faccia assaporare, che ci permetta di scoprirne i più intimi e preziosi segreti. Una città non si scopre solo vedendola, ma avvolgendola con tutti i sensi. Ci sono pochi luoghi al mondo che trasmettono delle emozioni del genere, che permettono un’esperienza così completa. Ci sono poche città che restano in tutto quello che vediamo o facciamo in futuro. Barcellona, capoluogo della Catalogna, culla di un cultura così poliedrica e piena di sfaccettature da far venire il mal di testa, è una di queste.

IL PRIMO IMPATTO CON LA CITTA’

Quando cominciò il mio soggiorno erasmus era la prima volta che andavo a Barcellona, o Barna come i suoi abitanti la chiamano, ed ero armato solo di qualche racconto e di qualche nozione sommaria sulla sua cultura. Quando arrivai una cosa mi colpì immediatamente: l’armonia delle parti in cui è costruita la città, così diverse l’una dall’altra, ma così legate da sembrare un unico assieme. Guardavo i piccoli mosaici modernisti di cui la città è piena e ancora mi sembrano il simbolo più vero di questa città. Non so se avete presente quelle piccole composizioni, ma sono dei mosaici in cui i pezzi hanno i colori più disparati, giallo, blu, arancio, perfino il viola. Prendete ogni singolo tassello, è un mondo a se stante. Ma quando tutti quei tasselli sono incollati insieme, formano dei disegni e delle forme perfette, come se ognuno di essi fosse nato per stare con gli altri. È questa la sensazione che ti da questa città, costituita da un quartiere gotico, uno medievale, zone moderniste, parti nuovissime. È una fornace di cultura, di storia.

 

STORIA DI BARCELLONA

La storia di Barcellona  è presto fatta. Come mezza Europa, anche questa parte della Spagna subì l’invasione romana e la conseguente annessione. Alcuni storici parlano di insediamenti pre-romanici, di una certà tribù di Laietani iberici, da cui il nome, molto probabilmente, di una Via Laietana, che è ad oggi una delle strade più famose della città. Nel corso questi insediamenti diventarono, un villaggio, poi una città, che sfiorò e risfiorò la grandezza nel tempo. Passò sotto la dominazione araba, quella castigliana e subì una forte influenza francese, ancora oggi distinguibile  nella lingua catalana. Lingua, e non dialetto, perché molte zone della Spagna, e questa non fa eccezione, hanno dei veri e propri idiomi che differiscono molto dallo spagnolo ufficiale, che è poi il castigliano. Franco, nel suo regime, tentò a lungo di sminuire le peculiarità della cittadina, fino a vietare l’uso del catalano in tutta la regione. Ma la rinascita della città era gia avviata, forte e nel vivo del proprio sviluppo.

 

LE OPERE PIU’ IMPORTANTI

Il contributo di Gaudì, artista principe del modernismo catalano, ne fu lo strumento trainante. A lui si devono le opere più rappresentative della città. Detto che almeno per i profani l’arte è ancora questione di gusto, si deve però affermare che Antoni Gaudì, con la sua arte e il suo estro, ha costituito l’esempio a cui ispirarsi per i giovani artisti catalani e non. Si devono a lui la Pedrera, la Sagrada Familia, il Parc Guell, che sono forse le opere più famose. Oltre a queste, tantissime altre opere, che hanno fatto ribattezzare Barcellona “la città di Gaudì”. Tutte, nella loro diversità di genere e di forma, hanno un elemento in comune: un forte desiderio di innovare. È un cambiamento che si manifesta nella forma, come quella ondulata della Pedrera, che si arricchisce nel colore, come quelli del Parc Guell, che ha il suo culmine nella fantasia della Sagrada Familia. I lavori di Gaudì nascono per stupire, ma non con l’oro o con la magnificenza delle dimensioni, come nelle opere più classiche, quanto grazie alla fantasia e alla costruzione di elementi fantastici. Come dicevo prima, i gusti sono gusti e a qualcuno tutto questo non può piacere, ma sfido chiunque a rimanere imperturbabile davanti a queste opere. Forse ricorderete il Parc Guell in un celebre film degli ultimi anni, l’ ”Appartamento Spagnolo”, girato proprio a Barcellona. Una delle scene principali della pellicola è ambientata nel parco, sulla balconata principale che domina la città. L’ingresso al parco sembra essere l’inizio di un viaggio incantato; come per magia, grazie alle state e alle case di tutti i colori e forme, pare di essere catapultati nel di mondo di Hans&Gretel. La Sagrada Famiglia, poi, sembra un enorme castello di sabbia. Sapete, uno di quei castelli in cui la sabbia sembra scivolare ancora giù e di cui si attende il crollo da un momento all’altro. È un insieme di  forme, di guglie, di torri, di raffigurazioni, una di fianco all’altra. Questa chiesa è, fra l’altro diventata mitica perché la sua costruzione, seguendo i piani del suo geniale architetto, è ancora in atto e non se ne conosce la fine dei lavori. Se mai ci sarà, poi! Un aneddoto mi è stato raccontato su Gaudì: il celebre artista morì anziano mentre camminava per le strade della sua città, investito dal tram che era stato appena costruito. Morì perché non fu soccorso in tempo, non riconosciuto dai concittadini che l’avrebbero quasi idolatrato subito dopo. Il tram è veramente pericoloso, perché è silenziosissimo e ancora oggi non ci si accorge del suo arrivo.

Andrea Lancellotti