La magia dell’origami

La parola origami viene dalla combinazione di due vocaboli giapponesi: ori, che significa “piega” e “kami” che significa carta. È quindi l’arte di piegare la carta in modo da ottenere forme a due o tre dimensioni, come figure geometriche, fiori, animali, che in genere viene insegnata a scuola. Nata dopo l’introduzione della carta in Giappone, proveniente dalla Cina, e forse anche essa, di origine cinese, l’origami si è diffuso sempre con maggiore ampiezza, andando ben al di là del suo ruolo primitivo. Se infatti alle sue origini stanno probabilmente delle complicate regole collegate al simbolismo religioso di matrice scintoista è vero che esso si è diffuso prima nel cerimoniale di corte, poi come gioco e passatempo tra i più popolari tra i bambini e non solo. A partire dal secolo XIX, poi, essa si è sviluppata anche in senso creativo, con l’elaborazione di forse più moderne, che si distaccano da quelle tradizionali per una maggiore arditezza di linee e come strumento pedagogico, introdotto dunque anche in Occidente. In particolare l’origami ha il pregio di sviluppare sia la manualità, sia la creatività, in concomitanza con altre forme di tecniche manuali e di hobby che hanno avuto successo nel tempo.

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La balla del complotto giudaico-massonico

Quando si parla di Shoah spesso si fa fatica a convenire sui numeri, non tanto dal punto di vista storico, quanto dal punto di vista emozionale. I milioni di morti sono tanti, ma non danno l’idea del massacro se non pensiamo al fatto che tra il 1939e il 1945 il numero degli ebrei in Europa passo da 9.500.000 a poco meno di tre milioni. Dei 3.351.000 ebrei polacchi, la comunità più numerosa, e quindi la più colpita, ne sopravvissero al massimo 80 mila. Per l’ideologia nazista gli ebrei costituivano una razza inferiore che, in quanto tale, doveva essere eliminata secondo i piani della soluzione finale; in questo modo, secondo Hitler e i suoi seguaci, si sarebbe risolta la secolare questione ebraica. L’antisemitismo infatti non nacque con il Nazismo, che lo esasperò fino a trasformarlo in massacro programmato. Le cause del genocidio sono molteplici e vanno ricercate un po’ ovunque. L’atteggiamento ostile verso gli ebrei si basava su stati d’animo, pregiudizi duri a morire e motivi teologici e trovò la sua giustificazione scientifica negli ultimi venti anni del 1800, soprattutto in Germania e in Russia, a distanza di neppure un secolo dalle dichiarazioni di uguaglianza espresse nella Rivoluzione Francese.

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Do you remember Bonn?

Per molti millennials la capitale della Germania Berlino è accattivante, moderna, cool, libertaria. Berlino significa arte, musica, liberalità ed espressione. Non è assolutamente bizzarro pensare che essi però non sappiano una cosa fondamentale: che è diventata capitale al momento dell’unificazione tedesca e che prima di essa, la capitale della Germania (in particolare della Germania Ovest) era Bonn. Andiamo dunque alla scoperta di questa cittadina di medie dimensioni, che per quasi mezzo secolo ha rappresentato la Germania Occidentale, ovvero la porzione di terra tedesca una volta occupata dagli Alleati, alla fine del secondo conflitto mondiale.

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Erasmus a Lisbona, cosa c’è da vedere

La capitale del Portogallo sorge sulla sponda destra del Tago, dove il grande estuario del fiume – il Mar da Palha, una delle più belle baie della Terra – si restringe in una piccola bocca di foce, prima di immettersi nell’Atlantico fra il massiccio di Sintra e la cresta isolata della Serra da Arrabida. Lisbona è una città bellissima che – tra la parte antica e quella nuova – nasconde meraviglie in ogni dove. Una delle sedi preferite dagli studenti in Erasmus.

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Cosa c’è da vedere alle isole Canarie

Nell’arcipelago vivono 22.000 italiani trasferitisi perlopiù per il clima mite, ma soprattutto per la possibilità di vivere meglio, con la propria pensione o il lavoro, specie se da casa od online, grazie anche a un regime fiscale favorevole (non ci vuole molto) rispetto a quello italiano. Parliamo quindi delle isole Canarie, nell’oceano Atlantico.

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Perché si dice che l’erba del vicino è sempre più verde

Uno dei proverbi più popolari indica uno stato d’animo che sottintende un po’ di situazioni mentali e comportamentali tipiche dell’uomo. Ad esempio, spesso siamo portati a giudicare ciò che possediamo, cosa realizziamo in misura a ciò che realizzano gli altri. Per sentirci più sicuri, allora, tendiamo a omologarci o a fare esattamente come fanno gli altri, in modo che il proverbio, che indica un sostrato di invidia e insoddisfazione, non abbia più così senso. Se non ci avete mai fatto caso osservate su Google Earth la mappa aerea di una qualsiasi città. A un certo punto noterete che le case con piscina abbondano in una determinata area, quelle con giardino in vie chiuse in un’altra. Spesso noterete che le case di poco valore e i palazzi residenziali sono tutti ammassati. Per quanto possa sembrare strano questo fenomeno di lottizzazione per assimilazione è molto tipico: si tende ad abitare con chi ci somiglia, chi possiede o può possedere le stesse cose, in modo da non generare molte differenze tra i vicini.

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Come aprire una propria casella mail

Nel mondo di oggi possedere una casella mail è importantissimo. La mail ci consente di tenerci in contatto con le persone che desideriamo, ma soprattutto possiamo spedire documenti e comunicazioni importanti, soprattutto per quanto riguarda l’attività di studio e quella lavorativa. Fin dagli esordi del web sono sorti dei servizi di creazione delle caselle mail gratuite. Tra queste le più famose sono sicuramente Hotmail (oggi chiamata Live) creato da Microsoft e gestibile attraverso i programmi Outlook e Live Hotmail nelle versioni più moderne di Windows e Gmail, il servizio di posta elettronica inaugurato da Google nel 2005. Va detto che Gmail fin dall’inizio ha offerto più spazio e ha avuto una strategia di sviluppo basata sul sistema degli inviti. Oggi invece si può aprire gratuitamente un account Gmail. In Italia servizi di posta sono offerti da Virgilio, Tiscali, Telecom Italia e Libero, per citare alcuni esempi. Tra i più antichi fornitori di mail c’è senz’altro Yahoo. A voi la scelta dunque.

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Come ascoltare musica gratis sul web

Siete amanti della musica? Le opzioni per ascoltarla online gratuitamente non mancano, ma hanno sempre delle limitazioni. Con il lancio di Apple Music si sta assistendo a una lotta all’ultimo sangue sul terreno dello streaming, dove Spotify regna. Il motivo per cui Apple scende in campo è semplice: Spotify sta attirando abbastanza ascoltatori da erodere gli incassi di iTunes. La formula di Spotify è semplice: l’ascoltatore può scegliere di ascoltare gratuitamente playlist messe a disposizione dal pubblico o dal programma, in un determinato ordine, con degli spot pubblicitari di 30 secondi che scorrono ogni tanto. La lunghezza degli spot e la loro frequenza non è dissimile da quella delle radio commerciali, anzi tutto sommato è molto meno invasiva. Spotify ha un modello di monetizzazione elementare: se vuoi ascoltare la musica nell’ordine che preferisci tu e senza interruzioni pubblicitarie, basta sottoscrivere un abbonamento premium che in genere viene inaugurato da un periodo di prova gratuito di novanta giorni (3 mesi – https://www.spotify.com/it/legal/intro-offer-terms-and-conditions/). La via di mezzo è il contratto Unlimited – musica senza interruzioni, che consente di ascoltare su desktop e laptop milioni di brani senza alcuna pubblicità e alcun vincolo al prezzo di 4,99 euro al mese. L’abbonamento premium si estende invece a tutte le periferiche, compresi dunque gli smartphone e i tablet, senza limiti e pubblicità per 9,99 euro al mese.

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